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mercoledì 24 giugno 2009

Il potere della mente positiva


http://www.coloridellavita.com/libri.cfm?lib=3
di Giorgio Cerquetti

Un metodo spirituale, semplice ed accessibile a tutti, per manifestare nella vita di tutti i giorni, lo straordinario potere della mente. Lo scopo di questo libro è elevare la vostra autostima aiutandovi a raggiungere e mantenere l'equilibrio psicosomatico, requisito fondamentale per vivere in modo pieno e soddisfacente. L'autore, pagina dopo pagina, insegna ad usare scientificamente la mente in modo positivo e naturale, a tal proposito suggerisce 50 affermazioni positive e terapeutiche, vibrazioni sonore formulate per risvegliare ed ottimizzare il nostro enorme potenziale umano. Siamo tutti pieni di risorse e buone qualità, purtroppo queste tendenze rimangono il più delle volte latenti ed inutilizzate nella mente subconscia. La ripetizione consapevole di affermazioni positive unita ad una respirazione consapevole risveglia ed alza l'autostima, facilita la guarigione fisica e mentale, rinforza la buona salute, accresce la creatività e crea e mantiene la pace interiore. Le meditazioni e le respirazioni di questa pratica si ispirano agli antichi insegnamenti vedici del Mantra Yoga. Giorgio Cerquetti. Spirito libero, filosofo e scrittore della Nuova Era da anni insegna, in Italia e in varie parti del mondo tecniche di autoguarigione e meditazioni tantriche finalizzate al risveglio consapevole dell'energia vitale. Secondo l'antica scienza spirituale dello yoga la mente ha tre funzioni principali: pensare-sentire-volere. I pensieri rappresentano il lato maschile della mente, le emozioni quello femminile e l'azione è la manifestazione concreta ed esterna delle attività mentali. Negli ultimi decenni la medicina occidentale ha scoperto che il cervello non è un unità ma è diviso in due emisferi separati con funzioni e caratteristiche diverse che non è sempre facile armonizzare. Questo libro fornisce delle conoscenze finalizzate al raggiungimento e mantenimento dell'equilibrio psicosomatico, requisito fondamentale per vivere in modo pieno e soddisfacente. L'emisfero sinistro, maschile, è quello freddo, logico che presiede alle elaborazioni scientifiche, alla tecnica, al linguaggio e vive razionalmente nel tempo lineare misurato da orologi e calendari. L'emisfero destro, che corrisponde al lato femminile dell'essere, è caldo, creativo, simbolico, analogico e favorisce la manifestazione artistica, la ricerca spirituale e tende a vivere emozionalmente in dimensioni svincolate dal tempo misurato in termini lineari convenzionali. L'emisfero sinistro è considerato la sede dei pensieri e quello destro delle emozioni; ogni azione è causata e condizionata dai pensieri e dalle emozioni ad essa riferiti, questo può avvenire a livello conscio o subconscio. Se i pensieri e le emozioni sono consapevolmente ben allineati sullo stesso obiettivo allora ogni azione sarà energeticamente carica, sostenuta e avrà un sicuro successo. Quando uno pensa una cosa e riesce anche a sentirla allora si dice che ha fede, che ci crede, è una persona sicura di sé, la sua autostima è buona. Un esempio che faccio spesso per illustrare questa connessione pensiero-emozione è quello del matrimonio. Molti dicono: penso che sia arrivato il momento di sposarmi ma proprio non me la sento. Altri invece commentano successivamente: mi sono sposato però ogni volta che ci penso mi sembra che non sia stata una buona scelta. In entrambi i casi l'azione darà risultati deboli, insoddisfacenti, non essendo stata sostenuta dal potere della mente nella sua interezza. Ogni azione per essere efficace ha bisogno di tutta l'energia della mente, composta dalla forza dinamica della parte logica-razionale e dalla potenza di piacere della parte emozionale. Dobbiamo imparare a vivere bene allineando con amore e consapevolezza: pensare-sentire-volere. Dopo anni di pratiche spirituali yoga e lunghe meditazioni sulle capacità terapeutiche dei mantra recitati in sanscrito, l'antica lingua indiana da cui hanno origine le lingue europee, ho capito la necessità di riadattare gli antichi insegnamenti dei Veda alla nostra normale vita quotidiana. Il sanscrito è una millenaria lingua spirituale molto potente ma il suono più penetrante ed efficace per la nostra mente subconscia è quello espresso nella lingua della nascita. Avendo maturato questa importante riflessione spirituale ho formulato una serie di affermazioni positive e terapeutiche da ripetere sia con il sostegno della forza della volontà e della razionalità, caratteristiche tipiche dell'emisfero sinistro, che con la grazia delle emozioni e il potere dell'intuizione che costituiscono la natura dell'emisfero destro. Molte delle frasi che propongo iniziano con l'affermazione "io voglio" che serve a stimolare il lato maschile della volontà, le stesse frasi vanno poi ripetute identiche con le nuove parole iniziali "io merito". Queste ultime due parole, io merito, sono liberatorie e rinforzano l'autostima, neutralizzano l'influenza nefasta del complesso di colpa e favoriscono l'accettazione della buona fortuna e della nostra naturale tendenza a godere la vita. Quello che vi propongo è un metodo pratico di cui ognuno si avvarrà a suo piacere, non vi sto presentando un dogma o un ideologia ma dei semplici strumenti per favorire la vostra crescita spirituale

Sito web Scheda da Macrolibrarsi
ISBN 88-88718-00-1
Editore Laris

Vita Oltre La Vita

http://www.coloridellavita.com/riflessioni.cfm?tid=283

Di Adriana Velardi, "Near-Death Experiences: prospettive di interpretazione", Associazione Klären, Bologna, 1999).

Il fenomeno denominato Near-Death Experiences (NDE) oppure Stato di Pre-Morte (SPM) o Esperienze di Pre-Morte (EPM), solitamente si verifica nei soggetti che dopo aver avuto un trauma fisico che avrebbe dovuto portarli alla morte (a causa di arresto cardiaco spontaneo, di un grave incidente, o durante un intervento chirurgico) sono sopravvissuti.

Moltissime di queste persone, in tali occasioni sono state dichiarate clinicamente morte, perchè oltre ad avere il battito cardiaco totalmente assente, non presentavano più alcuna attività cerebrale (EEG). Ciononostante, inspiegabilmente, dopo svariati minuti (a volte anche ore, vedi caso Rodonaia in "La pagina degli amputati), una volta tornati alla vita, riferiscono ai medici, agli infermieri, ai parenti e agli amici dei ricordi straordinari: mentre erano "clinicamente morti", avevano continuato ad avere la percezione visiva e sonora di quello che stava accadendo attorno a loro ed anche in luoghi molto distanti da quello in cui era stato collocato il corpo. Più precisamente, una volta "risvegliati", hanno descritto dettagliatamente quello che avevano fatto e detto i primi soccorritori e poi gli infermieri ed i medici, mentre tentavano di rianimarli, ed anche ciò che amici e parenti compivano, dicevano o pensavano, mentre si trovavano all’interno delle rispettive abitazioni o al lavoro.

Negli ultimi trentacinque anni, a livello mondiale, l’interesse per queste esperienze in ambito scientifico è stato sollevato da Raymond A. Moody (precedentemente altri studiosi se ne erano occupati - in particolare Frankl e Potzel - mostrando però maggiore interesse nei confronti dell’evento morte e non per l’esperienza premortale), egli è ritenuto il massimo divulgatore degli studi sulle NDE.

Moody fu il primo a raccogliere dati sulle NDE, rendendoli pubblici durante le sue conferenze e tramite i suoi libri; il primo libro, "La Vita Oltre La Vita", è ancora oggi un testo fondamentale per tutti coloro che si sono occupati e si interessano del fenomeno. In "La Vita Oltre La Vita" Moody lanciò una sfida a tutti gli studiosi di medicina, a cui chiedeva di impegnarsi maggiormente nelle ricerche concernenti le esperienze vissute in punto di morte (Raymond Moody, è nato in Georgia nel 1944; nel 1969 si è laureato in Filosofia e successivamente in Medicina e in Psichiatria. Ha insegnato per tre anni etica, logica e filosofia del linguaggio alla East Carolina University.

Ha anche insegnato Psicologia al Western Georgia State College di Carrollton, un istituto che ha un reparto di psicologia in cui si enfatizza lo studio del paranormale. Il Western Georgia State College, non ignora la terapia cognitiva, ma su volere del suo fondatore William Roll, sin dagli anni Sessanta organizza corsi sui fatti inspiegabili, tra essi vi sono corsi sull’astrologia, sulle esperienze di Pre-Morte, sui fantasmi, unitamente a quelli sull’ipnosi, sull’auto-ipnosi e sulla moderna psicoterapia sciamanica. Attualmente è titolare della Cattedra "Bigelow" per gli Studi sulla Coscienza di Las Vegas).

Da allora molti studiosi si sono cimentati in questa ricerca e, mentre i non addetti ai lavori erroneamente pensano che essa sia relegata al pensiero esoterico o occultista, in realtà la questione è dibattuta soprattutto in ambito accademico e le rare volte che sono state prese in esame tesi esoteriche, lo si è fatto per invalidarle. I più agguerriti contro le tesi esoteriche sono i parapsicologi che, pur ammettendo l’esistenza di fenomeni paranormali, sono impegnati a cercarne le cause scientifiche per poterli riprodurre in laboratorio, seguendo i canoni della scienza empirica.

FASI CARATTERISTICHE DEL FENOMENO NDE

Di seguito vengono descritti i vissuti (ovvero le esperienze soggettive, simili tra loro, dei soggetti che hanno sperimentato la NDE.) e che sono maggiormente tenuti in considerazione dai ricercatori di tutto il mondo che operano in ambito medico, farmacologico, psichiatrico, psicologico, psicofisiologico e parapsicologico.

Per alcuni studiosi la presenza di uno o più di tali elementi è sufficiente per determinare la NDE, mentre per altri sono valide le fasi evidenziate dal test elaborato da Bruce Greyson.

Sensazione della morte

Molte persone non realizzano immediatamente che l’esperienza che stanno vivendo ha a che fare con la morte. Raccontano d’essersi trovate a fluttuare al di sopra del loro corpo, d’averlo guardato a distanza e d’avere improvvisamente provato paura e/o imbarazzo. In questa situazione arrivano a non riconoscere come proprio il corpo che vedono dall’alto, spesso la grande paura iniziale cede il posto alla chiara consapevolezza di quanto sta accadendo. Mentre si trovano in questo stato, le persone sono in grado di comprendere quello che medici ed infermieri si comunicano, anche se non hanno alcuna cultura medica, ma quando tentano di parlare con essi o con altre persone presenti, si rendono conto che nessuno riesce a vederli né a sentirli. Allora cercano di attirare l’attenzione dei presenti toccandoli, ma quando lo fanno, le loro mani passano direttamente attraverso il corpo del medico o infermiera. Dopo avere tentato di comunicare con gli altri, generalmente provano un maggiore senso della loro identità, e a questo punto la paura si trasforma in beatitudine, ed anche in comprensione.

Senso di pace e assenza di dolore

Finché la persona resta nel suo corpo può vivere un’intensa sofferenza, ma quando lo abbandona sopravviene un grande senso di pace e di assenza del dolore.

Il tunnel

Questa esperienza solitamente subentra dopo che è stata sperimentata quella dell’abbandono del corpo (fisico). La persona si trova di fronte ad un tunnel, oppure davanti ad un portale e si sente spinta verso le tenebre. Dopo avere attraversato questo spazio buio, entra in una luce splendente. Alcune persone invece di entrare nel tunnel dicono d’essere salite lungo una scalinata. Altri hanno affermato d’avere visto delle bellissime porte dorate, che indicano il passaggio in un altro regno.

Alcuni soggetti hanno dichiarato che, nell’entrare nel tunnel, hanno sentito un sibilo o una specie di vibrazione elettrica oppure un ronzio. L’esperienza del tunnel non è una particolare scoperta degli attuali ricercatori, infatti già nel quindicesimo secolo, Hieronymus Bosch nel dipinto che ha per titolo "Visioni dell’aldilà: Il paradiso terrestre - L’Ascesa all’Empireo", descrive quello che solitamente racconta chi ha vissuto una NDE.

Gli Esseri di Luce

Una volta superato il tunnel, generalmente la persona riferisce d’avere incontrato degli "esseri" che brillano di una stupenda luce, che permea ogni cosa e riempie il soggetto d’amore. In questa dimensione, luce e amore sono la stessa cosa; la luce è descritta come molto più intensa di qualsiasi altra conosciuta in Terra, non è accecante ma è calda, stimolante, viva.

Oltre alla intensa luce, molte persone raccontano di avere incontrato amici o parenti (precedentemente deceduti) contraddistinti da corpi luminosi ed eterei; di avere visto bellissime scene pastorali e città fatte di luce la cui grandiosità è indescrivibile.

In questa situazione la comunicazione non si svolge come al solito a parole, ma "telepaticamente", è una comprensione immediata.

Il Supremo Essere di Luce

Dopo avere incontrato diversi esseri di luce, generalmente, la persona "clinicamente deceduta", incontra un essere che definisce il "Massimo Essere di Luce". Chi ha avuto un’educazione cristiana spesso lo identifica con Dio o Gesù; coloro che professano altre fedi lo chiamano Buddha o Allah. Gli atei riferiscono che non si tratta di Dio e neppure di Gesù, ma è un essere sacro. Tutte le persone dichiarano che si tratta di un essere che emana amore e comprensione assoluti. Quasi tutte le persone dicono di avere desiderato di restare per sempre con lui, desiderio che però non può essere soddisfatto e, solitamente, uno degli esseri di luce (parenti defunti ecc.) o il Massimo Essere di Luce, dopo che il soggetto ha riesaminato la sua intera vita, lo invita (o gli ordina) di rientrare nel suo corpo terreno.

Visione panoramica della vita

Quando ciò avviene non vi sono più contorni materiali, ma solo una visione panoramica a colori e a tre dimensioni, di ogni singola azione compiuta dal soggetto in stato di NDE, durante la vita. Solitamente questa situazione si verifica nella prospettiva di una terza persona, non si svolge nel tempo da noi conosciuto ma l’intera vita del soggetto è presente contemporaneamente. In questa condizione si rivedono le azioni buone e cattive compiute fino a quel momento, e si percepisce immediatamente l’effetto che esse hanno procurato sul prossimo. Durante tutto il tempo in cui il soggetto riesamina la sua vita, l’Essere di luce gli resta accanto, gli pone delle domande (ad esempio che cosa ha fatto di bene nella sua vita), l’aiuta a compiere la revisione e a sistemare (in prospettiva) tutti gli eventi della sua vita.

Le persone che hanno vissuto una NDE si convincono che la cosa più importante della vita è l’amore, seguito (per la maggior parte di loro) dalla Conoscenza. Mentre i sopravvissuti rivedono i momenti della loro esistenza in cui hanno imparato qualcosa, l’Essere di luce sottolinea che, oltre all’amore, una delle cose che si può portare con sé al momento della morte è la conoscenza. Generalmente quando la persona torna in vita, ha un gran desiderio di approfondire le sue conoscenze intellettuali, spesso diventa un avido lettore anche se, nel suo recente passato, non amava studiare, oppure si iscrive a corsi che gli permettono di approfondire argomenti da lui mai prima trattati.

Rapida ascesa al cielo

Non tutte le persone che hanno vissuto una NDE fanno l’esperienza del tunnel, alcune invece raccontano d’essersi sentite fluttuare, di essere salite rapidamente al cielo e di aver visto l’universo dalla stessa prospettiva dei satelliti e degli astronauti.

Riluttanza a tornare in vita

L’esperienza di Pre-Morte è talmente piacevole che molte persone non vorrebbero tornare indietro e, spesse volte, sono molto adirate con i medici che le hanno fatte ritornare. E’ però una reazione momentanea e, solitamente dopo una settimana (anche se rimpiangono lo stato di beatitudine vissuto durante la NDE), sono felici d’avere avuto l’opportunità di continuare a vivere. La maggior parte delle persone riferisce che, se avesse dovuto pensare solo a se stessa, sarebbe rimasta nell’altra dimensione. Tutti dichiarano che sono ritornati per amore dei loro bambini oppure per i genitori o i coniugi.

Differente percezione spazio - temporale

Tutte le persone che hanno sperimentato l’esperienza di Pre-Morte raccontano che in quella dimensione il tempo è notevolmente compresso e assolutamente diverso da quello segnato dagli orologi; spesso viene descritto come l’esperienza o il senso dell’eternità. Durante la NDE, generalmente i confini imposti dallo spazio nella vita quotidiana scompaiono. Infatti, se la persona (ritenuta da medici ed infermieri morta) vuole recarsi in uno specifico posto, può farlo semplicemente pensando di esservi.

Alcuni soggetti hanno riferito che, mentre si trovavano fuori dal corpo ed osservavano il lavoro svolto dai medici nella sala operatoria, se volevano vedere i loro parenti, era sufficiente che desiderassero spostarsi nella sala d’aspetto o raggiungere l’abitazione o il luogo in cui si trovavano.

http://www.mistic.it/casidelloltre/vita_oltre_la_vita.htm

lunedì 22 giugno 2009

La Coppia Illuminata

http://www.coloridellavita.com/libri.cfm?lib=1

Perché, nonostante tutti lo desiderano, è così difficile vivere una relazione di vero Amore, piena, appassionante, condivisa, appagante, fonte di Gioia reciproca e, soprattutto, longeva? Questo testo spiega sia perchè non ci si riesce sia cosa bisogna sapere e fare per poterci riuscire considerando anche aspetti, del tutto ignorati, mentali e "quantistici" (spiegati in modo estremamente semplice) delle relaziono di coppia che non vengono mai presi in considerazione. Le "normali" relazioni di coppia non sono di vero Amore: entrambi cercano in genere, più o meno esplicitamente, di imporre all'altro la propria visione della realtà. Entrambi si "caricano" reciprocamente di aspettative e cercano di prevedere e controllare il comportamento dell'altro affinché le soddisfi (cosa nella sostanza impossibile!). In questo testo l'autore descrive l'Amore consapevole come espressione di una vera "comunione di intenti", lo stesso principio che permette all'Universo di evolvere, in cui ogni elemento di se stessi, del partner e di tutte le persone "collegate" ad ognuno di essi hanno un valore ed una influenza : le parole, le azioni, ma anche i pensieri, le intenzioni, le aspettative, le paure e i desideri. Vengono descritte le dinamiche che intervengono (perlopiù inconsapevolmente) in ogni relazione affettiva, o potenziale tale, come l'entanglement: un fenomeno quantistico che coinvolge due o più individui e che si manifesta attraverso un condizionamento emotivo e del comportamento reciproco a distanza. Aspetti mentali (che l'autore definisce "devastanti")come il "modello neonato", applicato anche da molti adulti nelle proprie relazioni. La Coppia Illuminata è un nuovo modo di concepire qualsiasi relazione affettiva, spiega il perchè di molti "fallimenti" nei rapporti di coppia e introduce una sorprendentemente semplice tecnica autonoma per produrre un modello mentale, inizialmente puramente immaginativo, capace di preparare un individuo a pensare e vivere il "miracolo" di una relazione di coppia di Amore autentico, vissuta pienamente e nella Gioia : ciò a cui la natura dell'essere umano tende "spontaneamente"

Sito web Scheda da Macrolibrarsi
Numero di pagine 204
ISBN 888913755X
Editore Anima Edizioni
Prezzo 12,90 Euro

domenica 21 giugno 2009

Sri Aurobindo

http://www.coloridellavita.com/personaggi.cfm?pid=35

Sri Aurobindo nacque a Calcutta il 15 agosto 1872, dal dottor Krishnadan Ghose (medico condotto) e da Swarmalata Bose (figlia del famoso letterato Rajnarayan Bose). I primi anni li trascorse a Rangpur, nel Bengala orientale; nel 1877 studia presso la Loretto School a Darjeeling.
Nel 1879 il padre lo invia in Inghilterra insieme a due dei suoi fratelli. Pur vivendo in grande povertà a Manchester, ospite della famiglia Drewett, compie studi classici, e, nel 1884, viene ammesso alla St. Paul's School di Londra. Comincia a comporre i suoi primi poemi, alcuni dei quali vengono pubblicati su una rivista della scuola. Venuti meno i magri sussidi del padre, sopravvive con le borse di studio che riesce ad ottenere soprattutto per la straordinaria abilità nella versificazione greca e latina, e deve mantenere anche i fratelli. Nel 1890 si trasferisce a Cambridge, dove viene ammesso nel prestigioso King's College e all'Indian Civil Service, la scuola di formazione degli amministratori indiani. Qui si unisce a un'associazione studentesca denominata Indian Majlis. Per via dei discorsi rivoluzionari il suo nome viene iscritto nella lista nera della polizia politica inglese.
Nell'agosto del 1892 supera il primo esame dell'Indian Civil Service. In ottobre torna a Londra e si iscrive a una società segreta chiamata 'Lotus and Dagger', nata con l'intento di favorire la liberazione dell'India dal giogo britannico. A novembre dello stesso anno, dopo aver superato tutti gli esami, non viene ammesso all'Indian Civil Service per essersi rifiutato di sostenere la prova di equitazione. Così rientra in India e ottiene un incarico presso il Maharaja di Baroda.
Durante i quattordici anni di soggiorno in Inghilterra Sri Aurobindo acquisisce una vasta conoscenza della cultura europea antica, medioevale e moderna. Profondo conoscitore del greco e del latino, impara il francese e l'italiano, il tedesco e lo spagnolo, tanto da poter leggere in originale Dante, Goethe e Cervantes. Arrivato in India nel 1893, diventa segretario particolare del Maharaja dello Stato di Baroda, poi Ministro dell'Educazione e docente di lingue presso l'Università di Stato, dove diventa presto Vice-rettore. Comincia a interessarsi e a studiare la condizione economica e sociale dell'India, allo scopo di verificare le possibilità di una rivolta contro gl'inglesi. Per questo scopo si incontra segretamente con i maggiori capi nazionalisti dell'epoca. Fin dal 1893 scrive alcuni articoli sul quotidiano Indu Prakash, denunciando la "politica di accattonaggio" del Partito del Congresso. Il giornale viene minacciato di sequestro ed è costretto a rinunciare alla sua collaborazione. Intanto va approfondendo le letterature e le lingue indiane, apprende il sanscrito e il bengali, continuando a dedicarsi alla poesia. La sua prima raccolta di versi, Songs to Myrtilla, viene pubblicata nel 1895. L'anno successivo pubblica il poemetto Urvasi. Nel 1899 scrive il poema Love and Death, considerata la più importante delle sue composizioni liriche giovanili. Nel 1901 sposa Mrinalini Bose. Nei primi anni del secolo XX scrive la commedia The Viziers of Bassora. Nel 1905 viene nominato Rettore dell'Università di Baroda. Si dimette dalla carica in seguito alla spartizione del Bengala in due stati operata dagl'inglesi e si trasferisce a Calcutta, deciso a lanciarsi apertamente nella lotta rivoluzionaria.
Partecipa attivamente alla lotta politica in Bengala dal 1906 al 1910, elaborando un programma rivoluzionario basato su quattro punti che lui stesso così riassunse:
1) risvegliare l'India all'idea dell'indipendenza;
2) suscitare nei connazionali uno stato permanente di rivolta;
3) trasformare le imbelli rivendicazioni del Partito del Congresso in un movimento che si proponga l'indipendenza completa del Paese dalla Gran Bretagna;
4) preparare l'insurrezione armata. Nell'agosto del 1906 fonda il quotidiano politico Bande Mataram, di cui sarà il più importante editorialista e redattore. Lo stesso mese viene aperta la prima Università nazionalista, di cui Sri Aurobindo diventa il Rettore. Tra l'ottobre e il dicembre dello stesso anno assume la leadership del Partito nazionalista del Bengala. Il 7 luglio 1907 viene denunciato per diffamazione e arrestato. Il Viceré dell'India dichiara di considerarlo "l'uomo più pericoloso con il quale abbiamo a che fare". E tuttavia i suoi articoli sono redatti in modo da apparire inattaccabili anche dalla censura inglese e il governo di Sua Maestà è costretto a rilasciarlo, in quanto "i fatti non sussistono". Sri Aurobindo è ormai considerato il leader indiscusso del movimento rivoluzionario indiano. Svolge una mole di lavoro impressionante, dalla direzione dei maggiori convegni nazionalisti al giornalismo di alto livello, dalla fondazione di scuole nazionaliste all'insegnamento e a una fitta attività clandestina che consiste nell'organizzazione di numerosi centri di guerriglia. Senza mai trascurare la sua attività preferita: la poesia. In questi anni scrive, tra l'altro, il dramma Perseus the Deliverer. Nel gennaio del 1908 decide di ritirarsi per tre giorni sotto la guida di uno yogin e raggiunge rapidamente una delle massime realizzazioni yogiche, il Nirvana. Ma non rinuncia per questo all'attività politica: il 2 maggio dello stesso anno viene arrestato dalla polizia inglese e rinchiuso nel carcere di Alipore, dove resterà un intero anno in attesa di processo, dal quale uscirà scagionato da ogni accusa. Durante l'anno in cella di isolamento Sri Aurobindo va approfondendo le sue esperienze interiori che lo condurranno rapidamente a quello che egli definisce "il segreto dell'azione".
Uscito di prigione nel maggio 1909, ritrova una situazione politica fortemente compromessa dalle esecuzioni e dalle deportazioni di massa compiute dal governo britannico. Si rimette subito al lavoro, fonda due nuovi quotidiani, uno in lingua inglese (Karmayogin) e uno in bengali (Dharma), nei quali rilancia l'ideale dell'indipendenza totale e della non-cooperazione con gl'inglesi, riuscendo a riaggregare i pochi uomini ancora disposti alla lotta contro il dominio coloniale britannico. Nel febbraio del 1910 viene avvertito che gl'inglesi stanno per arrestarlo con un'altra falsa accusa. Obbedendo a un 'ordine interiore' si imbarca segretamente per Chandernagore, che lascerà il 31 marzo per raggiungere il 4 aprile dello stesso anno Pondichéry, allora un'enclave dell'India francese, dove rimarrà per il resto della sua esistenza.
A Pondicherry andrà prendendo forma quello che Sri Aurobindo stesso definisce il suo "vero lavoro", che verrà portato a compimento grazie all'aiuto della sua compagna spirituale, Mirra Alfassa, che verrà chiamata semplicemente Mère, la Madre. Tuttavia, ancora per molti anni, Sri Aurobindo non trascura la sua attività poetica, letteraria e filosofica, compilando da solo per sei anni (dal 1914 al 1920) la rivista Arya, nella quale andrà elaborando le sue maggiori opere in prosa: La vita divina, La sintesi degli Yoga, Il ciclo umano, L'ideale dell'unità umana, i Saggi sulla Gïtã, Il segreto dei Veda, oltre a studi di linguistica comparata e a numerosi altri saggi di filosofia, di critica poetica e letteraria: circa cinquemila pagine in sei anni. In queste opere Sri Aurobindo illustra la propria visione del mondo e dell'evoluzione, creando quella che Romain Rolland definiva "la più vasta sintesi mai realizzata tra il genio dell'Asia e il genio dell'Europa". Mentre Aldous Huxley parlerà di Sri Aurobindo come del "Platone delle generazioni future". E tuttavia Sri Aurobindo diceva "in confidenza" ad alcuni suoi discepoli: "mai e poi mai sono stato un filosofo, benché abbia scritto di filosofia: ma questa è un'altra storia. Prima di praticare lo yoga... sapevo pochissimo di filosofia; ero poeta e mi occupavo di politica, non certo di filosofia. Nel 1914 un intellettuale francese mi aveva proposto di collaborare a una rivista filosofica, e dato che la mia teoria era che uno yogi deve riuscire a fare qualsiasi cosa, non avevo argomenti per rifiutare; poi lui fu richiamato in guerra e mi lasciò con 64 pagine di filosofia da riempire ogni mese, tutte da solo! L'ho potuto fare perché mi bastava trasporre in termini intellettuali ciò che avevo osservato e appreso un giorno dopo l'altro nella pratica dello yoga: ed ecco che la filosofia nasceva automaticamente. Ma questo non vuol dire essere filosofo!". Sri Aurobindo scriveva in un modo davvero particolare: non un libro alla volta, ma quattro e anche sei libri contemporaneamente, sui temi più svariati: e non doveva fare nessuno sforzo cerebrale, come egli stesso ha cercato di spiegare in alcune lettere. "Vorrei sottolineare che non pensavo quando scrivevo per la rivista Arya, come non penso mai quando scrivo queste lettere e queste risposte... Scrivo nel silenzio mentale cose che arrivano già formate... Il migliore sollievo per il cervello è quando il pensiero si forma fuori del corpo e al di sopra del capo. In ogni caso per me è avvenuto così".

Il "vero lavoro" di Sri Aurobindo
Il 24 novembre 1926 Sri Aurobindo decide di ritirarsi nella sua stanza, dalla quale non uscirà mai più, fino alla morte, il 5 dicembre del 1950. Il ritiro era necessario per potersi concentrare più intensamente in quello che egli considerava il suo vero lavoro: "Non è contro il governo britannico che ora devo battermi, questo chiunque può farlo, ma contro l'intera Natura universale!". Da quel momento egli si circonda di quella riservatezza che doveva caratterizzare l'intera esistenza trascorsa a Pondicherry. "La mia vita non si è svolta in superficie, affinché gli uomini la possano vedere". Continuò comunque ad intrattenere un fitto epistolario con decine e decine di corrispondenti, tanto che questo assumerà una mole considerevole (solo una parte delle lettere sono state raccolte in sei volumi, col titolo di Lettere sullo Yoga), affrontando gli argomenti più disparati: arte, letteratura, yoga, filosofia, politica. Durante la seconda guerra mondiale egli si schierò pubblicamente a favore degli Alleati, cercando – purtroppo invano – di far capire ai capi politici dell'epoca, tra cui Gandhi, l'importanza di contrastare con ogni mezzo le pericolosissime mire espansionistiche di Hitler e del nazismo.
Dopo aver percorso le strade spirituali del passato, aver sperimentato le più svariate esperienze di comunione divina e di realizzazione interiore, Sri Aurobindo si lancia alla ricerca di una più completa esperienza, capace di unire i due poli dell'esistenza, la Materia e lo Spirito. Mentre la maggior parte dei percorsi mistici del passato portavano ad un aldilà che sboccava ineluttabilmente al di fuori della vita terrestre, l'ascesa spirituale compiuta da Sri Aurobindo costituisce il preludio di una discesa della luce e del potere dello Spirito nella Materia, allo scopo di trasformarla. Sri Aurobindo vede (proprio come gli antichi Rishi che composero i Veda) che il mondo manifestato non è un errore o un'illusione che l'anima dovrebbe rigettare per far ritorno al cielo o rientrare nel Nirvana: il mondo è la grande scena di una evoluzione spirituale, una evoluzione o avventura della Coscienza per mezzo della quale dall'Incoscienza originaria si va sviluppando una manifestazione progressiva, in divenire, della Coscienza Divina, celata fin dall'origine o involuta nella Materia. La mente rappresenta la più alta vetta finora raggiunta dall'evoluzione, ma non è la più elevata in assoluto. L'uomo stesso, afferma Sri Aurobindo, è soltanto "un essere di transizione". Al di sopra della mente esiste una Sopra-mente, una Coscienza-di-Verità, una divina Gnosi sopramentale che possiede spontaneamente la luce e il potere della suprema Conoscenza Divina e la cui discesa sulla terra è destinata ad apportare un radicale cambiamento nella vita e nella materia. La dimostrazione dell'attualità di questa trasformazione, che è in corso e non è di là da venire, si può trovare in quel prezioso documento di evoluzione sperimentale che sono i tredici volumi dell'Agenda di Mère: essa è aperta alla "comprensione" di tutti coloro che vogliono conoscerla e sperimentarla.
La poesia come principale veicolo espressivo di Sri Aurobindo
"In ogni caso – scrive Tommaso Iorco, traduttore e editore di opere filosofiche e poetiche di Sri Aurobindo – egli considererà sempre la poesia il suo principale veicolo espressivo". E nella seconda metà della sua vita elabora o completa una ricchissima produzione in versi, affiancando alle architetture strofiche classiche il moderno frammentismo lirico e la sperimentazione metrica. Tra l'altro, Sri Aurobindo è l'unico poeta in lingua inglese che abbia affrontato con successo la difficile impresa del metro quantitativo, componendo un intero poema epico in esametri quantitativi (Ilion). Nell'ultimo periodo si dedica al rifacimento o al perfezionamento delle sue opere drammaturgiche, ma soprattutto al suo capolavoro poetico, Savitri, un poema epico in blank verse di oltre ventitremila versi, nel quale illustra l'essenza del suo messaggio e del suo vero lavoro, come solo la poesia può fare. "La funzione della poesia – ha scritto Sri Aurobindo – non è quella di insegnare una verità particolare, e neppure di insegnare affatto; non è neppure quella di ricercare la conoscenza o servire una religione o un fine etico. È quella di impersonificare la bellezza nel mondo e dare diletto. Fa parte del suo scopo più elevato il servire lo spirito: cioè illuminare e guidare con la bellezza, per formare l'anima dell'uomo, attraverso un diletto altamente informativo e rivelatore".
Nel 1972 il Sri Aurobindo Ashram di Pondicherry ha raccolto in 30 volumi le opere di Sri Aurobindo (Edizione del centenario). È in corso di completamento la nuova edizione delle Opere complete in 36 volumi.

Le persone vengono nella tua vita per una ragione

http://www.coloridellavita.com/riflessioni.cfm?tid=333

Le persone vengono sempre nella tua vita per una ragione, per una stagione o tutta la vita.
Quando saprai perchè, saprai anche cosa fare con quella persona.

Quando qualcuno è nella tua vita per una ragione, di solito è per soddisfare un bisogno che hai espresso.
E' venuto per assisterti attraverso una difficoltà, per darti consigli e supporto, per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente.
Può sembrare come un dono del cielo e lo è.
E' lì per il motivo per cui tu hai bisogno che ci sia.

Quindi, senza nessuno sbaglio da parte tua o nel momento meno opportuno, questa persona dirà o farà qualcosa per portare la relazione a una fine.

Qualche volta se ne va. Qualche volta muore.
Qualche volta si comporta male e ti costringe a prendere una decisione.
Ciò che devi capire è che il tuo bisogno è stato soddisfatto, il tuo desiderio realizzato, il suo lavoro finito.
La tua preghiera ha avuto una risposta e ora è il momento di andare avanti.

C'è chi resta nella tua vita per una stagione, perchè è arrivato il tuo momento di condividere, crescere e imparare.
Ti porta un'esperienza di pace o ti fa semplicemente ridere.
Può insegnarti qualcosa che non hai mai fatto.
Spesso ti dà un'incredibile quantità di gioia.

Credici, è vero. Ma è solo per una stagione!

Le relazioni che durano tutta la vita ti insegnano lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere solide fondamenta emotive.
Il tuo lavoro è accettare la lezione, amare la persona e usare ciò che hai imparato in tutte le altre relazioni o momenti della tua vita.
Si dice che l'amore è cieco, ma l'amicizia no.

Grazie per essere una parte della mia vita, che sia una ragione, una stagione o tutta la vita.

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