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venerdì 21 agosto 2009

L'amicizia

Mauro proveniva da una buona famiglia, con genitori amorevoli, due fratelli e una sorella, che avevano successo nella vita scolastica e sociale. Vivevano in un bel quartiere e Mauro aveva tutto quello che un ragazzino può desiderare. Ma alle elementari, Mauro fu subito etichettato come soggetto «speciale». Nelle medie era il «disadattato piantagrane». Alle scuole superiori cominciò a inanellare espulsioni e voti disastrosi. Una domenica, un insegnante incrociò la famiglia e disse: «Mauro sta facendo molto bene in questo periodo. Siamo molto soddisfatti di lui». «Forse ci state confondendo con un'altra famiglia...» disse il padre. «Il nostro Mauro non ne azzecca mai una. Siamo molto imbarazzati e non sappiamo capire perché». Mentre l'insegnante se ne andava, la madre osservò: «Però, a pensarci bene, Mauro non si è cacciato nei guai nell'ultimo mese. Inoltre è sempre andato a scuola presto e si è sempre fermato più del necessario. Che cosa starà succedendo?». Alla consegna della prima pagella, i genitori di Mauro si aspettavano voti bassi e note insoddisfacenti sul comportamento. Invece sulla pagella c'erano voti più che sufficienti e una menzione speciale in condotta. Mamma e papà erano sconcertati. «A chi ti sei seduto vicino, per avere questi voti?» chiese papà con sarcasmo. «Ho fatto tutto da solo» rispose umilmente Mauro. Perplessi e non completamente convinti, i genitori di Mauro lo riportarono a scuola per parlare con il preside. Egli assicurò loro che Mauro stava andando molto bene. «Abbiamo una nuova insegnante di sostegno, e sembra che lei abbia una particolare influenza su Mauro» disse. «Penso che dovreste conoscerla». Quando il trio si avvicinò, la donna aveva il capo abbassato. Le ci volle un istante per accorgersi che aveva visite. Quando lo capì, si alzò in piedi e iniziò a gesticolare con le mani. «Cos'è questo?» chiese indignato il padre di Mauro. «Linguaggio dei segni? Questa donna è sordomuta! ». «Ecco perché è così straordinaria» disse Mauro, mettendosi in mezzo. «Lei fa molto di più, papà. Lei sa ascoltare! » . Cellulari, chat, email, tutto sembra favorire la comunicazione tra le persone. Eppure si possono scambiare tante parole e tanti messaggini con molte persone e sentirsi profondamente soli. Se non c'è nessuno che ti "ascolta veramente" a che servono tante parole? Ascoltare veramente è saper amare...

venerdì 8 agosto 2008

Amicizia

Alcune persone entrano nella nostra vita come un raggio di sole destinato ad illuminare il nostro cammino per un breve tratto.
Ci danno una mano, ci servono di lezione in un momento particolare della nostra esistenza.
Altre influiscono sulla nostra vita in maniera profonda e duratura.
Altre ci hanno fatto soffrire. E tuttavia senza di loro non ci saremmo temprati, non saremmo diventati quello che siamo.
Anch’essi hanno contribuito a dare un senso alla nostra vita.
Nulla capita casualmente.
Malattie, gioie, delusioni, frustrazioni:
tutto succede al fine di temprare la nostra anima.
La gente che conosciamo.forgia la nostra vita. Le cadute e i trionfi che sperimentiamo
fanno di noi le persone che siamo.
Per cui se qualcuno ti odia, ti tradisce o spezza il tuo cuore, non odiarlo, perché ti ha insegnato l’importanza del perdono e della cautela da usare prima di svelare a qualcuno i segreti del tuo cuore.
Se qualcuno ti ama, amalo. Non perché ti ama, ma perché ti ha insegnato ad amare, ad aprire il tuo cuore e i tuoi occhi sulle piccole gioie della vita.
Intavola una conversazione anche con colui con il quale finora non hai mai dialogato.
Ascolta e presta attenzione.
Lascia che ti si voglia bene. Per quanto dipende da te, instaura con il tuo prossimo un rapporto intessuto di cordialità e di simpatia.
Abbi inoltre fiducia in te stesso. Senza fiducia in te difficilmente imparerai ad avere fiducia negli altri.

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