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domenica 21 giugno 2009

Le persone vengono nella tua vita per una ragione

http://www.coloridellavita.com/riflessioni.cfm?tid=333

Le persone vengono sempre nella tua vita per una ragione, per una stagione o tutta la vita.
Quando saprai perchè, saprai anche cosa fare con quella persona.

Quando qualcuno è nella tua vita per una ragione, di solito è per soddisfare un bisogno che hai espresso.
E' venuto per assisterti attraverso una difficoltà, per darti consigli e supporto, per aiutarti fisicamente, emotivamente o spiritualmente.
Può sembrare come un dono del cielo e lo è.
E' lì per il motivo per cui tu hai bisogno che ci sia.

Quindi, senza nessuno sbaglio da parte tua o nel momento meno opportuno, questa persona dirà o farà qualcosa per portare la relazione a una fine.

Qualche volta se ne va. Qualche volta muore.
Qualche volta si comporta male e ti costringe a prendere una decisione.
Ciò che devi capire è che il tuo bisogno è stato soddisfatto, il tuo desiderio realizzato, il suo lavoro finito.
La tua preghiera ha avuto una risposta e ora è il momento di andare avanti.

C'è chi resta nella tua vita per una stagione, perchè è arrivato il tuo momento di condividere, crescere e imparare.
Ti porta un'esperienza di pace o ti fa semplicemente ridere.
Può insegnarti qualcosa che non hai mai fatto.
Spesso ti dà un'incredibile quantità di gioia.

Credici, è vero. Ma è solo per una stagione!

Le relazioni che durano tutta la vita ti insegnano lezioni che durano tutta la vita, cose che devi costruire al fine di avere solide fondamenta emotive.
Il tuo lavoro è accettare la lezione, amare la persona e usare ciò che hai imparato in tutte le altre relazioni o momenti della tua vita.
Si dice che l'amore è cieco, ma l'amicizia no.

Grazie per essere una parte della mia vita, che sia una ragione, una stagione o tutta la vita.

venerdì 5 giugno 2009

Lo Scorpione Fedele

Un giorno, un eremita stava facendo il bagno nel Gange, quando vide uno scorpione. «Ecco Dio che si è dato il nome e la forma di uno scorpione», pensò tra sé, preso dall'impulso di salvare dall'acqua la bestiola. E così, lo prese nel palmo della mano, ma, quando lo scorpione lo punse, egli lo lasciò cadere nell'acqua. Scosso dal rimorso, lo tirò fuori di nuovo, e lo scorpione lo punse ancora, ripetutamente, per cinque o sei volte. L'eremita, però, persisteva nella sua missione misericordiosa, finché, alla fine, riuscì a farlo cadere sulla terraferma, in modo che l'aracnide potesse proseguire vivo e contento per la sua strada.

Molta gente, che aveva assistito alla scena, derise l'asceta per la sua com­prensione esageratamente stupida. L'eremita si giustificò dicendo che lo scorpio­ne gli aveva insegnato una lezione e che, perciò, gliene era grato.

«Che lezione?», gli chiesero i presenti.

«Questa: attenersi alla propria natura, in qualunque circostanza!»

La natura dello scorpione è quella di pungere, senza tener conto del chi o del quando. Così la natura dell'uomo è di raggiungere la saggezza. La gioia è l'essenza dell'uomo, l'amore è il fluido del plasma che lo sostiene, la pace è la vi­sione che lo guida e sorregge. Ecco la ragione per cui nelle Upanishad si definisce l'uomo "figlio dell'Immortalità", senza nascita, senza morte.

Racconti e Parabole di Sai Baba - Vol.1
Mother Sai Publications

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