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venerdì 19 giugno 2009

Perche' le persone gridano quando sono arrabbiate?

http://www.coloridellavita.com/riflessioni.cfm?tid=334

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro. "Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perché desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare:
"Allora non è possibile parlargli a voce bassa?" Varie altre risposte furono date ma nessuna
convinse il pensatore.
Allora egli esclamò:
"Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro. D'altra parte, che succede quando
due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E' questo che accade
quando due persone che si amano si avvicinano."
Infine il pensatore concluse dicendo:
"Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

giovedì 4 giugno 2009

L'Albero dei Desideri


Dal momento che Dio sgorga dal nostro cuore sotto forma di parole, dobbiamo cercare di rendere i nostri discorsi sempre più puri e puliti possibile. Dio, inoltre, si presenta sotto forma di verità. Così, qualsiasi cosa diciamo viene seguita da un'eco: «Così sia!»

A questo proposito, c'è una storiella. Un viaggiatore, che andava per i fatti suoi, dopo aver percorso un po' di strada, incominciò a sentire la calura estiva. A un lato del sentiero c'era un grosso albero, ed egli andò a riposarsi alla sua ombra. Rinvigorito da quella frescura, si sentì più che mai contento. Disse poi tra sé: «Sono riuscito a trovare un posto freschissimo; che fortuna se fossi capace anche di ottenere qui un bicchiere d'acqua fresca»

E, istantaneamente, come d'incanto, scese dall'albero un bicchiere d'acqua. Dopo aver bevuto, pensò: «Ora che ho placato la mia sete, come sarei felice se ci fosse qui un buon letto, perché questo pavimento è duro e ruvido».

In un attimo, scese un grande letto soffice. Allora pensò: «Nemmeno a casa mia posseggo un guanciale così morbido. Come ne sarebbe felice mia moglie, se venisse qui a vederlo!»

Detto, fatto. La moglie arrivò. Ma, al vederla, fu preso dal dubbio: «E mia moglie o un'apparizione diabolica? Mi divorerà?». Non aveva ancora finito di dire quelle ultime parole, che la moglie lo divorò.

L'albero, ai piedi del quale si era fermato in sosta, era l'Albero dei deside­ri, un albero sacro che esaudisce tutti i desideri. Quando il viaggiatore sedeva alla sua ombra, qualunque cosa buona pensasse la otteneva seduta stante; ma ugualmente, se pensava a cose cattive, anch'esse si producevano.

Il mondo è una parte di quest'Albero. Noi siamo seduti all'ombra delle sue fronde: se pensiamo a cose cattive, ci succedono cose cattive; se pensiamo a cose buone, ci succedono cose buone. Perciò, quando i nostri pensieri, la nostra contemplazione e le nostre opere sono pure, l'Albero sacro del mondo ci elargirà le cose buone che desideriamo. Sia il bene che il male verranno solo dai nostri cuori. Non vengono mai dal di fuori. Questa è la ragione per cui all'inizio dobbiamo purificare il più possibile il nostro cuore.

Racconti e Parabole di Sai Baba - Vol.1
Mother Sai Publications

mercoledì 3 giugno 2009

I cuori vicini

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
"Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?"
"Gridano perché perdono la calma" rispose uno di loro.
"Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?" disse nuovamente il pensatore.
"Bene, gridiamo perché - desideriamo che l'altra persona ci ascolti" replicò un altro discepolo.
E il maestro tornò a domandare: "Allora non è possibile parlargli a voce bassa?"
Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: "Voi sapete perché si grida contro un'altra persona quando si è arrabbiati?
Il fatto è che quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto.
Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare.
Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l'uno con l'altro.
D'altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché? Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola.
A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano.
E quando l'amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi.
I loro cuori si intendono. E' questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.
Infine il pensatore concluse dicendo:
"Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare."

Gesù parla a un'anima (Amami come sei)

Gesù parla a un'anima
"Amami come sei"

Caro amico, conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze e le infermità del tuo corpo.
So la tua viltà, i tuoi peccati, e ti dico lo stesso: "Dammi il tuo cuore, amami come sei..."
Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'Amore, non amerai mai.
Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, e se ricadi in quelle colpe che vorresti non commettere più: non ti permetto di non amarmi.
Amami come sei ...
In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità, nella fedeltà o nella infedeltà, amami come sei ...
Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai.
Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore ?
Non sono forse io la Verità e la Vita in seno all'Onnipotente?
E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi e preferire il povero amore del tuo cuore, non sono io padrone del mio Amore ?
Figlio mio, lascia che ti ami, voglio il tuo cuore.
Certo voglio col tempo trasformarti ma per ora ti amo come sei...
e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l'amore. Amo in te anche la tua debolezza, amo l'amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai tuoi cenci salga continuamente un gran grido "Gesù Ti Amo".

Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, né del tuo talento.

Una cosa sola m'importa, di vederti lavorare con amore.
Non sono le tue virtuosità che desidero; se tu ne avessi troppe; sei così debole che potrebbero alimentare la tua superbia e il tuo orgoglio.
Non ti preoccupare di questo.
Ogni nato è destinato al grande bene.
No, non sarai il servo inutile; ti prenderò per mano con il poco che hai...
perché sei creato soltanto per accrescerti e trasformarti.
Oggi sto alla porta del tuo cuore come il mendicante, Io il Re dei Re!

Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi: Non farti alibi delle tue miserie interiori.
Se tu conoscessi perfettamente i falli e le tue omissioni: morresti di dolore.
Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e mancare di fiducia.

Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte; voglio che tu faccia anche l'azione più insignificante, ma per amore, solo per amore.
Conto su di te per darmi gioia...
Non ti preoccupare di non possedere virtù: ti darò le mie.
Quando dovrai soffrire, ti darò la mia forza.
Mi hai dato l'amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare...
Ma ricordati ... Amami come sei ...
Ti ho dato mia Madre; fa passare in te la sua purezza
e il suo immenso cuore, per esserci anche tu nel nuovo Mondo !
Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all'amore, non mi ameresti mai ... Và ...

Di Monsignor Lebrun

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