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martedì 14 luglio 2009

Exotropia


Di Fabio Marchesi
http://www.coloridellavita.com/libri.cfm?lib=8

La Realtà è quello che ci appare essere, o è tutt'altra cosa? Se si valuta con attenzione quello che i modelli scientifici o religiosi indicano essere la Realtà, la sua origine e il suo destino, ne derivano, inevitabilmente, molti dubbi. Se si considerano, inoltre, tutte le esperienze di vita che ognuno di noi continuamente affronta, senza riuscire a capirne il senso, il significato, il perché, non possono che nascere altri dubbi. Ci si può render conto, allora, che forse la Realtà, è diversa da quello che si crede sia. L'uomo ritiene di conoscere le leggi che governano il comportamento dell'Universo, della materia, della vita, ma non ha compreso perché l'Universo, la materia e la vita esistono, perché noi esistiamo. Exotropia è un nuovo Modello della Realtà in cui fisica, metafisica e spiritualità si "fondono" per produrre una visione coerente ed estremamente positiva, anche se per certi versi sconcertante, della Realtà.

Sito web Scheda da Macrolibrarsi
Numero di pagine 344
ISBN 8848119891
Editore Tecniche Nuove
Prezzo 15,90 Euro

Il presente mai lontano da qui

Il presente è l’unico posto ove ci è concesso di avere la percezione dell’esistere e della realtà.
Si può quindi affermare che ovunque, in qualsiasi punto dello spazio e del tempo, ogni cosa accade solo nel presente, nel qui ed ora.
Da questa logica si evince che l’universo può accadere totalmente ed esprimersi al massimo delle sue potenUello che accade davvero resta lontano da noi, senza importanza, come un fastidio da vivere per necessità.
L’uomo che vive solo attraverso la sua mente, vive sempre nel passato o nel futuro.
Ma nella realtà il passato non esiste più e qualsiasi cosa facciamo o pensiamo non potremo mai più modificarlo, il futuro ancora deve arrivare e non basta sognare perché i nostri desideri si avverino.
Quello che c’è davvero è il presente, continuamente, permanentemente, esso si sposta sulla linea del tempo assieme a tutto ciò che siamo, niente altro è possibile.
E se voglio dare una direzione al mio futuro e alla mia vita il momento in cui devo iniziare ad agire è il presente.
Azioni concrete e non pensieri e sogni ad occhi aperti.
E’ un paradosso: poiché non possiamo essere altro che ove siamo e cioè nel presente, noi siamo qui col corpo, ma con la mente altrove, è come essere sonnambuli.
Si fanno azioni ma si sogna di essere altrove, si sogna di camminare in una spiaggia tropicale e invece siamo sul cornicione del tetto di casa nostra.
E’ molto pericoloso non essere ove sta realmente accadendo la nostra vita.
Pensiamo ai ricordi, cosa ricorderemo veramente?
La spiaggia tropicale o il cornicione di casa nostra?
E alla fine dell’esistenza potremmo essere tra quelli che diranno delusi:
“La vita è solo illusione!”

giovedì 9 luglio 2009

La fisica dell'Anima


Di Fabio Marchesi
http://www.coloridellavita.com/libri.cfm?lib=7

Dopo il grande successo della prima edizione La fisica dell'Anima viene riproposta con contenuti aggiornati, ampliati ed approfonditi. L'autore riesce a tracciare un appassionante connessione tra scienza e spirito, tra percepibile e impercepibile, trattando con chiara semplicità temi della fisica volti ad illuminare i sentieri della vita, per dimostrare l'esistenza dell'Anima e comprenderne la natura e le ambizioni. La fisica dell'Anima è un'opera coraggiosa e illuminante che offre una nuova interpretazione della realtà grazie alla quale ogni esperienza umana, positiva o negativa, trova nuove, lucide e sorprendenti spiegazioni oltre ogni, apparentemente casuale, fatalismo. È un libro a doppia azione: raffredda le menti inutilmente calde e scongela i cuori grossolanamente freddi. L'espressione chiave è "entropia costruttiva": la "tendenza" all'ordine, all'evoluzione, alla gioia e al successo che permea l'Universo e a cui ogni essere umano può accedere attraverso il rispetto consapevole degli obiettivi della propria Anima. Un'opera significativa e brillante, un'elaborazione appassionata che sa far reagire gli apatici, scuotere gli indifferenti, coinvolgere gli entusiasmabili. Fabio Marchesi è un eretico classico. È un classico in quanto il suo percorso rispetta il credo scientifico con dimostrata lealtà, è un eretico in quanto la sua lettura dei teoremi è paradossale e sconfinante.

Sito web Scheda da Macrolibrarsi
Numero di pagine 416
ISBN 8848116639
Prezzo 14,90 Euro

giovedì 11 giugno 2009

Cos'è la realtà?

La definizione di realtà che appare su Wikipedia recita: ”Il termine realtà deriva dal latino res, ovvero un oggetto materiale”. Sul vocabolario sta scritto: “Tutto ciò che esiste, sia come insieme di elementi, sia come singola cosa”.

Si evince, dalle due definizioni, che è consuetudine intendere reale il mondo materiale o oggettivo e quindi irreale tutto ciò che non può essere visto, toccato, udito, gustato o annusato.

Questo è il risultato di una visione materialistica della vita che si è imposta quando il pensiero Cartesiano è stato scelto come base per la costruzione della cultura d’Occidente.

Occorre tuttavia considerare che ciò che definiamo come oggettivo, ossia, il mondo fisico che ci circonda, dipende dalla percezione del nostro intelletto che elabora, all’interno del cervello, una visione soggettiva di quella oggettività.

In altri termini, l’osservazione, ossia, il risultato della interazione tra l’osservatore e l’osservato, evidenzia non già una realtà oggettiva preesistente, bensì una visione del reale che è frutto di una elaborazione del pensiero dell’osservatore. E’ dunque, il pensiero, a condizionare e rendere stabile una non-certa realtà.

A questa convinzione è giunta anche la Scienza quantica che sembra oggi voler ridisegnare l’attuale paradigma scientifico, in accordo con quanto enunciato, fin dai tempi remoti, dalla Saggezza antica o Scienza dello Spirito.

E’ infatti la Fisica quantistica a informarci del fatto che un quanto, ossia, una entità subatomica quale l’elettrone, appare come particella o onda (campo vibrante), secondo l’intenzione dello sperimentatore. Come dire che, lo stato dell’elettrone, è influenzato da ciò che l’osservatore vuole sperimentare. Influenza che la Scienza dello Spirito ha sintetizzato nell’assioma: “L’energia segue il pensiero”.

Senza addentrarci ulteriormente oltre la soglia di questa incommensurabile potenzialità, vogliamo focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti della cosiddetta realtà.

Per incamminarci su questo percorso, dobbiamo avvalerci di uno strumento indispensabile che, come la fiaccola, illumina il viandante e lo aiuta ad avanzare per la via stretta e buia della conoscenza. Lo strumento in questione è la Coscienza.

La coscienza è infatti l’apparato interiore che sintetizza l’esperienza nei vari piani della vita e la restituisce all’individuo come realtà comprovata e assimilata. E’ quindi, importante riconoscere in quale piano o campo dirigiamo il nostro esperire poiché, là dove focalizziamo e ancoriamo la nostra coscienza, su quel piano evidenziamo una determinata realtà.

Quanti sono i piani entro i quali possiamo fare esperienza e quindi ricavarne coscienza di realtà?

La Scienza quantica ha iniziato a penetrare il campo che definisce subatomico o della materia infinitesimamente piccola, la quale custodisce un’energia enorme, risponde a leggi particolari e ci dà prova di una più vasta realtà.

La Scienza dello Spirito ci rivela che, oltre la materia grossolana che dà forma al piano fisico, ne esistono differenziazioni sempre più sottili e invisibili all’occhio del profano, di cui sono costituite tutte le creature dell’Universo. Anche noi esseri umani, quindi, siamo formati da densità materiali differenti, le quali rispondono all’esigenza di attrezzarci di strumenti idonei per poter esperire ogni stato della realtà. Non solo quello fisico, ma anche quello emotivo, mentale e, più in profondità, quello della realtà dell’Anima e dello Spirito.

Allora è chiaro che se la mia coscienza è strettamente ancorata al piano fisico, io percepisco quella fisicità come l’unica realtà esistente. Se, altrimenti, rivolgo il mio sguardo all’interno, verso una percezione interiore della vita, posso accedere ad altri stati, a più alti livelli a cui ancorare la mia coscienza. Magari per pochi istanti, su quei piani della materia sottile in cui, come ci spiega la fisica quantistica, la realtà assume altre forme e altri aspetti, posso sperimentare, attraverso sensi più sottili, dimensioni altrettanto reali della vita.

Una multidimensione, in cui non esiste più una sola possibilità, condizionata dalla linearità del tempo, ma infinite possibilità contemporanee, tutte lì a mia disposizione, a cui posso attingere, o meglio, a cui attinge la mia Anima, con chiaro atto volitivo. Quando realizzo un contatto permanente con quel piano interiore che, la Saggezza antica chiama Mente superiore o piano Causale, dirigo la mia vita scientemente - ne sono causa - non più succube degli eventi.

E’ da quel “luogo eccelso” che si compiono i veri miracoli dell’esistenza, per i quali la vita cambia di-segno e volge verso la completezza, l’integrazione, l’inclusività, l’Amore incondizionato.

Questo è il percorso di conoscenza che viene indicato come Il sentiero del discepolo che conduce alla Via delle Illuminazioni. Esso presuppone la volontà fervida di giungere alla meta della saggezza attraverso lo studio dell’Insegnamento, il distacco dalle attrazioni materiali, il controllo delle emozioni, la disciplina della mente e il servizio altruistico. Stadi di crescita scientemente approntati perché la visione della realtà emergente e le capacità superiori via via acquisite, non alimentino l’orgoglio personale o sfocino in delirio di onnipotenza, ma siano indirizzate verso il bene dell’Umanità.

E’ un’ipotesi affascinante che cattura colui che vuole conoscere, perché sa che la conoscenza sconfigge l’ignoranza e dunque, la paura dell’ignoto che la partorisce.

Quando l’ignoto viene penetrato, con coraggio e perseveranza, si riversa in esso la luce dell’esperienza e la coscienza si espande spostando la propria limitazione un poco più in là, dove qualche cosa di oscuro è nuovamente svelato ed entra a far parte del vissuto.

Man mano che si procede, ampliando il limite della coscienza, si abbracciano orizzonti sempre più vasti e si prende visione di una Realtà Nuova di cui è rivelato il progetto e il disegno. Allora l’essere umano realizza, nel proprio intimo, che il mondo fisico è solo l’ultima parte, quella più limitata e illusoria, di una realtà molto più estesa. Realtà che contempla la compenetrazione di tutte le vite, in tutte le forme in cui si palesano, sistemi solari o infinitesimi quanti, quale intreccio indissolubile della Vita Una.

domenica 7 giugno 2009

Ogni pensiero ed ogni parola creano

Ricorda:
1. Se tu ami gli uomini e ogni cosa allora soltanto tu ami veramente Dio.
2. Fa' agli altri ciò che vorresti sia fatto a te. Fa' il meglio che puoi e lascia a Dio il resto.
3. Ritorna a te quello che parte da te: semina il bene e raccoglierai amore.
4. Sappi volere: la volontà è il mezzo più potente per chi sa valersene.
5. Ciò che tu pensi si avvera. Perciò pensa a ciò che è costruttivo e che ti migliora. Non essere vittima di mali immaginari.
6. Il pensiero deve andare d'accordo con le tue parole e le parole con le azioni.
7. Nulla è peggiore della depressione. Accogli con viso sorridente qualunque cosa ti avvenga.
8. Questo mondo è come uno specchio: se sorridi, ti sorride; se lo guardi arcigno e diffidente con lo stesso viso arcigno e diffidente guarderà a te.
9. Se sei fra coloro che vogliono riformare il mondo, comincia col riformare te stesso: sii pronto ad agire sempre per il bene. Vinci tutte le antipatie. Vivi come Volontario del Bene e sarai una benedizione per tutti.
10. Se vuoi imparare una vita più alta segui fedelmente queste parole: sii buono, franco e semplice. Sii cortese, sereno e sicuro di te.

Ogni pensiero ed ogni parola creano...

Ogni pensiero che abbracciate, ogni fantasia che avete per provare una qualche emozione, crea un sentimento nel vostro corpo che viene registrato nella vostra anima. Questo sentimento crea poi il presupposto per gli avvenimenti della vostra vita, perché attirerà a voi quelle circostanze che corrispondono al sentimento già registrato nella vostra anima ed esse lo ricreano.
E sappiate che ogni parola che pronunciate crea i vostri giorni futuri, perché le parole sono solo suoni che esprimono i sentimenti della vostra anima i quali, a loro volta, sono nati dal pensiero.
Pensate che le cose vi accadano semplicemente per caso? Non esiste il caso o la coincidenza in questo regno? e nessuno è una "vittima" della volontà o dei piani altrui. Voi avete pensato e sentito tutto ciò che vi accade nella vostra vita. Lo avete prodotto fantasticando sul "come sarebbe? se..." o temendo qualcosa, o accettando come verità ciò che qualcun altro vi ha detto. Tutto ciò che accade, accade come atto intenzionale del pensiero e delle emozioni. Tutto!
Ogni pensiero che avete abbracciato, ogni fantasia a cui avete permesso di diventare vostro sentimento, tutte le parole che avete pronunciato, o sono già accadute o attendono di accadere.
Perché il pensiero è il vero donatore di vita che non muore mai, che mai può essere distrutto e che voi avete usato per creare ogni momento della vostra vita; è l'anello che vi collega con la Mente di Dio.


Tratto da: Dio in te, la divinità dimenticata, di Ramtha, Macro Edizioni, Cesena (FO).

lunedì 11 agosto 2008

L'universo è un'illusione

L'universo è un'illusione - il "Paradigma olografico" - Universo olografico

Ricerche. Gli scienziati alle prese con il "paradigma olografico"
Stupefacenti scoperte nel campo della fisica potrebbero sconvolgere completamente le nostre convinzioni sulla natura dell'universo e della vita stessa, aprendo un ventaglio di possibilità mai ipotizzate prima d'ora.

Nel 1982 un'équipe di ricerca dell'Università di Parigi, diretta dal fisico Alain Aspect, ha condotto quello che potrebbe rivelarsi il più importante esperimento del 20° secolo. Aspect ed il suo team hanno infatti scoperto che, sottoponendo a determinate condizioni delle particelle subatomiche, come gli elettroni, esse sono capaci di comunicare istantaneamente una con l'altra indipendentemente dalla distanza che le separa, sia che si tratti di 10 metri o di 10 miliardi di chilometri.
È come se ogni singola particella sapesse esattamente cosa stiano facendo tutte le altre. Questo fenomeno può essere spiegato solo in due modi: o la teoria di Einstein che esclude la possibilità di comunicazioni più veloci della luce è da considerarsi errata, oppure le particelle subatomiche sono connesse non-localmente. Poiché la maggior parte dei fisici nega la possibilità di fenomeni che oltrepassino la velocità della luce, l'ipotesi più accreditata è che l'esperimento di Aspect sia la prova che il legame tra le particelle subatomiche sia effettivamente di tipo non-locale. David Bohm, noto fisico dell'Università di Londra, recentemente scomparso, sosteneva che le scoperte di Aspect implicavano che la realtà oggettiva non esiste. Nonostante la sua apparente solidità, l'universo è in realtà un fantasma, un ologramma gigantesco e splendidamente dettagliato. Ologrammi, la parte e il tutto in una sola immagine Per capire come mai il Prof. Bohm abbia fatto questa sbalorditiva affermazione, dobbiamo prima comprendere la natura degli ologrammi. Un ologramma è una fotografia tridimensionale prodotta con l'aiuto di un laser: per creare un ologramma l'oggetto da fotografare viene prima immerso nella luce di un raggio laser, poi un secondo raggio laser viene fatto rimbalzare sulla luce riflessa del primo e lo schema risultante dalla zona di interferenza dove i due raggi si incontrano viene impresso sulla pellicola fotografica.
Quando la pellicola viene sviluppata risulta visibile solo un intrico di linee chiare e scure ma, illuminata da un altro raggio laser, ecco apparire il soggetto originale. La tridimensionalità di tali immagini non è l'unica caratteristica interessante degli ologrammi, difatti se l'ologramma di una rosa viene tagliato a metà e poi illuminato da un laser, si scoprirà che ciascuna metà contiene ancora l'intera immagine della rosa. Anche continuando a dividere le due metà, vedremo che ogni minuscolo frammento di pellicola conterrà sempre una versione più piccola, ma intatta, della stessa immagine. Diversamente dalle normali fotografie, ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni possedute dall'ologramma integro. Questa caratteristica degli ologrammi ci fornisce una maniera totalmente nuova di comprendere i concetti di organizzazione e di ordine. Per quasi tutto il suo corso la scienza occidentale ha agito sotto il preconcetto che il modo migliore di capire un fenomeno fisico, che si trattasse di una rana o di un atomo, era quello di sezionarlo e di studiarne le varie parti. Gli ologrammi ci insegnano che alcuni fenomeni possono esulare da questo tipo di approccio. Questa intuizione suggerì a Bohm una strada diversa per comprendere la scoperta del professor Aspect. Diversi livelli di consapevolezza, diverse realtà Bohm si convinse che il motivo per cui le particelle subatomiche restano in contatto indipendentemente dalla distanza che le separa risiede nel fatto che la loro separazione è un'illusione. Egli sosteneva che, ad un qualche livello di realtà più profondo, tali particelle non sono entità individuali ma estensioni di uno stesso "organismo" fondamentale. Per spiegare la sua teoria Bohm utilizzava questo esempio: immaginate un acquario contenente un pesce. Immaginate anche che l'acquario non sia visibile direttamente ma che noi lo si veda solo attraverso due telecamere, una posizionata frontalmente e l'altra lateralmente rispetto all'acquario.
Mentre guardiamo i due monitor televisivi possiamo pensare che i pesci visibili sui monitor siano due entità separate, la differente posizione delle telecamere ci darà infatti due immagini lievemente diverse. Ma, continuando ad osservare i due pesci, alla fine ci accorgeremo che vi è un certo legame tra di loro: quando uno si gira, anche l'altro si girerà; quando uno guarda di fronte a sé, l'altro guarderà lateralmente. Se restiamo completamente all'oscuro dello scopo reale dell'esperimento, potremmo arrivare a credere che i due pesci stiano comunicando tra di loro, istantaneamente e misteriosamente. Secondo Bohm il comportamento delle particelle subatomiche indica chiaramente che vi è un livello di realtà del quale non siamo minimamente consapevoli, una dimensione che oltrepassa la nostra. Se le particelle subatomiche ci appaiono separate è perché siamo capaci di vedere solo una porzione della loro realtà, esse non sono "parti" separate bensì sfaccettature di un'unità più profonda e basilare che risulta infine altrettanto olografica ed indivisibile quanto la nostra rosa. E poiché ogni cosa nella realtà fisica è costituita da queste "immagini", ne consegue che l'universo stesso è una proiezione, un ologramma.

Il magazzino cosmico di tutto ciò che è, sarà o sia mai stato Oltre alla sua natura illusoria, questo universo avrebbe altre caratteristiche stupefacenti: se la separazione tra le particelle subatomiche è solo apparente, ciò significa che, ad un livello più profondo, tutte le cose sono infinitamente collegate.
Gli elettroni di un atomo di carbonio del cervello umano sono connessi alle particelle subatomiche che costituiscono ogni salmone che nuota, ogni cuore che batte ed ogni stella che brilla nel cielo. Tutto compenetra tutto. Sebbene la natura umana cerchi di categorizzare, classificare e suddividere i vari fenomeni dell'universo, ogni suddivisione risulta necessariamente artificiale e tutta la natura non è altro che una immensa rete ininterrotta. In un universo olografico persino il tempo e lo spazio non sarebbero più dei principi fondamentali. Poiché concetti come la località vengono infranti in un universo dove nulla è veramente separato dal resto, anche il tempo e lo spazio tridimensionale (come le immagini del pesce sui monitor TV) dovrebbero venire interpretati come semplici proiezioni di un sistema più complesso. Al suo livello più profondo la realtà non è altro che una sorta di super-ologramma dove il passato, il presente ed il futuro coesistono simultaneamente; questo implica che, avendo gli strumenti appropriati, un giorno potremmo spingerci entro quel livello della realtà e cogliere delle scene del nostro passato da lungo tempo dimenticato. Cos'altro possa contenere il super-ologramma resta una domanda senza risposta. In via ipotetica, ammettendo che esso esista, dovrebbe contenere ogni singola particella subatomica che sia, che sia stata e che sarà, nonché ogni possibile configurazione di materia ed energia: dai fiocchi di neve alle stelle, dalle balene grigie ai raggi gamma.
Dovremmo immaginarlo come una sorta di magazzino cosmico di Tutto ciò che Esiste. Bohm si era addirittura spinto a supporre che il livello super-olografico della realtà potrebbe non essere altro che un semplice stadio intermedio oltre il quale si celerebbero un'infinità di ulteriori sviluppi. Poiché il termine ologramma si riferisce di solito ad una immagine statica che non coincide con la natura dinamica e perennemente attiva del nostro universo, Bohm preferiva descrivere l'universo col termine "olomovimento". Affermare che ogni singola parte di una pellicola olografica contiene tutte le informazioni in possesso della pellicola integra significa semplicemente dire che l'informazione è distribuita non-localmente. Se è vero che l'universo è organizzato secondo principi olografici, si suppone che anch'esso abbia delle proprietà non-locali e quindi ogni particella esistente contiene in se stessa l'immagine intera. Partendo da questo presupposto si deduce che tutte le manifestazioni della vita provengono da un'unica fonte di causalità che include ogni atomo dell'universo. Dalle particelle subatomiche alle galassie giganti, tutto è allo stesso tempo parte infinitesimale e totalità di "tutto". Il cervello è un ologramma capace di conservare 10 miliardi di informazioni... Lavorando nel campo della ricerca sulle funzioni cerebrali, anche il neurofisiologo Karl Pribram, dell'Università di Stanford, si è convinto della natura olografica della realtà. Numerosi studi, condotti sui ratti negli anni '20, avevano dimostrato che i ricordi non risultano confinati in determinate zone del cervello: dagli esperimenti nessuno però riusciva a spiegare quale meccanismo consentisse al cervello di conservare i ricordi, fin quando Pribram non applicò a questo campo i concetti dell'olografia.
Il Dott. Pribram crede che i ricordi non siano immagazzinati nei neuroni o in piccoli gruppi di neuroni, ma negli schemi degli impulsi nervosi che si intersecano attraverso tutto il cervello, proprio come gli schemi dei raggi laser che si intersecano su tutta l'area del frammento di pellicola che contiene l'immagine olografica. Quindi il cervello stesso funziona come un ologramma e la teoria di Pribram spiegherebbe anche in che modo questo organo riesca a contenere una tale quantità di ricordi in uno spazio così limitato. È stato calcolato che il cervello della nostra specie ha la capacità di immagazzinare circa 10 miliardi di informazioni, durante la durata media di vita (approssimativamente l'equivalente di cinque edizioni dell'Enciclopedia Treccani!) e si è scoperto che anche gli ologrammi possiedono una sorprendente capacità di memorizzazione, infatti semplicemente cambiando l'angolazione con cui due raggi laser colpiscono una pellicola fotografica, si possono accumulare miliardi di informazioni in un solo centimetro cubico di spazio. ... ma anche di correlare idee e decodificare frequenze di ogni tipo Anche la nostra stupefacente capacità di recuperare velocemente una qualsivoglia informazione dall'enorme magazzino del nostro cervello risulta spiegabile più facilmente, se si suppone che esso funzioni secondo principi olografici. Non è necessario scartabellare attraverso una specie di gigantesco archivio alfabetico cerebrale perché ogni frammento di informazione sembra essere sempre istantaneamente correlato a tutti gli altri: un'altra particolarità tipica degli ologrammi. Si tratta forse del supremo esempio in natura di un sistema a correlazione incrociata.

Un'altra caratteristica del cervello spiegabile in base all'ipotesi di Pribram è la sua abilità nel tradurre la valanga di frequenze luminose, sonore, ecc. che esso riceve tramite i sensi, nel mondo concreto delle nostre percezioni. Codificare e decodificare frequenze è esattamente quello che un ologramma sa fare meglio. Così come un ologramma funge, per così dire, da strumento di traduzione capace di convertire un ammasso di frequenze prive di significato in una immagine coerente, così il cervello usa i principi olografici per convertire matematicamente le frequenze ricevute in percezioni interiori. Vi è una impressionante quantità di dati scientifici che confermano la teoria di Pribram, ormai, infatti, condivisa da molti altri neurofisiologi.
Il ricercatore italo-argentino Hugo Zucarelli ha recentemente applicato il modello olografico ai fenomeni acustici, incuriosito dal fatto che gli umani possono localizzare la fonte di un suono senza girare la testa, abilità che conservano anche se sordi da un orecchio.
È risultato che ciascuno dei nostri sensi è sensibile ad una varietà di frequenze molto più ampia di quanto supposto. Ad esempio: il nostro sistema visivo è sensibile alle frequenze sonore, il nostro senso dell'olfatto percepisce anche le cosiddette "frequenze osmiche" e persino le cellule del nostro corpo sono sensibili ad una vasta gamma di frequenze. Tali scoperte suggeriscono che è solo nel dominio olografico della coscienza che tali frequenze possono venire vagliate e suddivise. La realtà? Non esiste, è solo un paradigma olografico Ma l'aspetto più sbalorditivo del modello cerebrale olografico di Pribram è ciò che risulta quando lo si unisce alla teoria di Bohm. Perché se la concretezza del mondo non è altro che una realtà secondaria e ciò che esiste non è altro che un turbine olografico di frequenze e se persino il cervello è solo un ologramma che seleziona alcune di queste frequenze trasformandole in percezioni sensoriali, cosa resta della realtà oggettiva? Per dirla in parole povere: non esiste. Come avevano lungamente sostenuto le religioni e le filosofie orientali, il mondo materiale è una illusione. Noi stessi pensiamo di essere delle entità fisiche che si muovono in un mondo fisico ma tutto questo fa parte del campo della pura illusione. In realtà siamo una sorta di "ricevitori" che galleggiano in un caleidoscopico mare di frequenze e ciò che ne estraiamo lo trasformiamo magicamente in realtà fisica: uno dei miliardi di "mondi" esistenti nel super-ologramma. Questo impressionante nuovo concetto di realtà è stato battezzato "paradigma olografico" e sebbene diversi scienziati lo abbiano accolto con scetticismo, ha entusiasmato molti altri. Un piccolo, ma crescente, gruppo di ricercatori è convinto che si tratti del più accurato modello di realtà finora raggiunto dalla scienza. In un universo in cui le menti individuali sono in effetti porzioni indivisibili di un ologramma e tutto è infinitamente interconnesso, i cosiddetti "stati alterati di coscienza" potrebbero semplicemente essere il passaggio ad un livello olografico più elevato. Se la mente è effettivamente parte di un continuum, di un labirinto collegato non solo ad ogni altra mente esistente o esistita, ma anche ad ogni atomo, organismo o zona nella vastità dello spazio, ed al tempo stesso, il fatto che essa sia capace di fare delle incursioni in questo labirinto e di farci sperimentare delle esperienze extracorporee, non sembra più così strano.
Immaginarsi malati, immaginarsi sani Il paradigma olografico ha delle implicazioni anche nelle cosiddette scienze pure come la biologia. Keith Floyd, uno psicologo del Virginia Intermont College, ha sottolineato il fatto che se la concretezza della realtà non è altro che una illusione olografica, non potremmo più affermare che la mente crea la coscienza (cogito ergo sum). Al contrario, sarebbe la coscienza a creare l'illusoria sensazione di un cervello, di un corpo e di qualunque altro oggetto ci circondi che noi interpretiamo come "fisico". Una tale rivoluzione nel nostro modo di studiare le strutture biologiche ha spinto i ricercatori ad affermare che anche la medicina e tutto ciò che sappiamo del processo di guarigione verrebbero trasformati dal paradigma olografico. Infatti, se l'apparente struttura fisica del corpo non è altro che una proiezione olografica della coscienza, risulta chiaro che ognuno di noi è molto più responsabile della propria salute di quanto riconoscano le attuali conoscenze nel campo della medicina. Quelle che noi ora consideriamo guarigioni miracolose potrebbero in realtà essere dovute ad un mutamento dello stato di coscienza che provochi dei cambiamenti nell'ologramma corporeo. Allo stesso modo, potrebbe darsi che alcune controverse tecniche di guarigione alternative come la "visualizzazione" risultino così efficaci perché nel dominio olografico del pensiero le immagini sono in fondo reali quanto la "realtà". Il mondo concreto è una tela bianca che attende di essere dipinta Perfino le visioni ed altre esperienze di realtà non ordinaria possono venire facilmente spiegate se accettiamo l'ipotesi di un universo olografico. Nel suo libro "Gifts of Unknown Things", il biologo Lyall Watson descrive il suo incontro con una sciamana indonesiana che, eseguendo una danza rituale, era capace di far svanire istantaneamente un intero boschetto di alberi. Watson riferisce che mentre lui ed un altro attonito osservatore continuavano a guardare, la donna fece velocemente riapparire e scomparire gli alberi diverse volte. Sebbene le conoscenze scientifiche attuali non ci permettano di spiegare tali fenomeni, esperienze come queste diventano più plausibili qualora si ammetta la natura olografica della realtà.

Forse siamo tutti d'accordo su cosa esista o non esista semplicemente perché ciò che consideriamo "realtà consensuale" è stato formulato e ratificato ad un livello della coscienza umana nel quale tutte le menti sono illimitatamente collegate tra loro. Se ciò risultasse vero, sarebbe la più profonda ed importante di tutte le conseguenze connesse al paradigma olografico, implicherebbe infatti che esperienze come quella riportata da Watson non sono comuni solo perché non abbiamo impostato le nostre menti con le convinzioni atte a renderle tali. In un universo olografico non vi sono limiti all'entità dei cambiamenti che possiamo apportare alla sostanza della realtà perché ciò che percepiamo come realtà è soltanto una tela in attesa che noi vi si dipinga sopra qualunque immagine vogliamo. Tutto diviene possibile, dal piegare cucchiai col potere della mente, ai fantasmagorici eventi vissuti da Carlos Castaneda durante i suoi incontri con don Juan, lo sciamano Yaqui descritto nei suoi libri. Tutto questo non sarà né più né meno miracoloso della capacità che abbiamo di plasmare la realtà a nostro piacimento durante i sogni. Tutte le nostre convinzioni fondamentali dovranno essere riviste alla luce della teoria olografica della realtà.

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