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martedì 30 giugno 2009

Kirk Kilgour

http://www.coloridellavita.com/personaggi.cfm?pid=34

Kilgour nasce Los Angeles il 28 dicembre del 1947. Già durante i suoi primi studi (Mira Costa High School e Bellevue Community College) dimostra una grande predisposizione allo sport, praticando con successo baseball, atletica e soprattutto basket, diventando capitano della squadra di Bellevue ed essendo eletto Giocatore Difensivo dell'Anno dello Stato di Washington.
Nel 1968 il famoso allenatore Al Scates lo convince a dedicarsi a tempo pieno al volley e a trasferirsi alla celebre UCLA (University of Los Angeles - California), dove, oltre ad iscriversi al corso di laurea in psicologia che conclude brillantemente, inizia una luminosa carriera che l'avrebbe portato ad essere uno dei più grandi pallavolisti della sua epoca.
Nonostante la sua grandezza umana e morale prevalga sugli altri aspetti, non va infatti dimenticato che Kilgour è un vero campione assoluto nel suo sport. Per sette anni membro della Nazionale USA, campione universitario con gli UCLA Bruins nel 1970 e 1971, MVP del campionato universitario 1971, partecipa con la sua Nazionale alle Olimpiadi di Monaco, dove, nonostante la sua presenza e quella dell'altro fuoriclasse Tom Hoff, , gli Stati Uniti mancano un podio monopolizzato dagli squadroni dell'Europa Orientale (prima Unione Sovietica, seconda Germania Est, terza Cecoslovacchia).
Schiacciatore di ruolo, uno dei primi specialisti puri in un periodo in cui è molto in voga la figura dell'"universale", forse non è sempre impeccabile in fase difensiva, ma è in grado di attaccare da tutte le posizioni ed dotato di una micidiale e spettacolare battuta in salto che lo fanno soprannominare, al suo arrivo in Italia, l'Angelo Biondo.
Nell'estate 1973 l'Ariccia Volley del presidente Renato Ammannito, neopromossa in serie A ,ma molto ambiziosa, gli offre un ricco contratto per diventare il primo pallavolista statunitense a militare nel campionato italiano.
Kirk si getta nella nuova avventura con un incredibile entusiasmo e dimostra appieno la sua grande umanità in Italia, che gli regala la definitiva consacrazione e lui ama come se fosse il suo paese.
Nonostante col suo stipendio può permettersi auto più prestigiose, compra una Fiat Cinquecento che è la sua compagna inseparabile nella sua avventura romana; è uno spasso vedere quel gigante di più di due metri uscire dalla piccola utilitaria.Si integra a meraviglia nella vita della cittadina e frequenta le scuole di Ariccia dove tiene, come supplente, lezioni di inglese e ginnastica , ovviamente gratis. Ariccia ricambia trattandolo come uno dei suoi, non un californiano trapiantato ai castelli, ma come un vero romano, solo un po' più cresciuto e un po' più biondo.
Immenso e decisivo è il contributo di Kilgour ai successi della squadra, che con il contributo anche giovani giocatori non ancora consacrati come il futuro nazionale Claudio Di Coste ed Andrea Ferretti e all'allenatore/palleggiatore Mario Mattioli (anch'egli recentemente scomparso) riesce ad inserirsi prepotentemente ai vertici nazionali, giungendo seconda nel campionato 73-74 ed addirittura aggiudicandosi uno storico scudetto (il primo vinto a sud di Firenze)l'anno successivo, dopo un'avvincente sfida durante tutto il campionato (non sono ancora stati introdotti i playoff) con lo squadrone all'epoca dominante in Italia, la Panini Modena. L'affetto e la partecipazione con cui viene seguita la squadra sono enormi, tanto che deve abbandonare il piccolo palazzetto di Ariccia e disputare le partite casalinghe nel più grande Palazzo di Viale Tiziano a Roma
All'apice del successo sportivo (viene anche nominato assistente allenatore della Nazionale Italiana nell'autunno 1975) accade l'evento destinato a fare da spartiacque nella sua vita: E' l'8 gennaio 1976, proprio durante un allenamento della Nazionale, al palasport di Viale Tiziano, e mentre svolge un esercizio al "cavallo", cade malamente, la testa si infila fra due materassini, il collo esegue un movimento innaturale. Kirk esplode in un urlo di dolore e disperazione: non riesce più a muoversi. La diagnosi è impietosa: lussazione della vertebra cervicale con lesione al midollo spinale, con conseguente totale e irreversibile paralisi ai quattro arti.
Una mazzata del genere avrebbe distrutto chiunque, non Kirk Kilgour: non si rassegna alla "condizione di fossile" (è una sua espressione), visto che "l'importante è che funzioni la testa"(altra sua frase), e dimostra forza, volontà e coraggio tali, da fare invidia ad un campione in piena attività.
Progetta una sedia/barella con congegni inediti comandati da impulsi vocali che l'accompagna per il resto per la vita e l'aiuta a portare avanti le sue molteplici attività in giro per il mondo ("Non sono su una sedia a rotelle, sono su una macchina dei campi da golf, e non pago neanche la tessera del Golf Club" era solito dire).
Torna negli Stati Uniti ed inizia una carriera da commentatore sportivo (in questo ruolo torna nell'84 alle Olimpiadi che l'avevano già visto protagonista come atleta) e da allenatore ("Head Coach" alla Pepperdine University dal 79 all'81 e vice-allenatore nell'85 quando il college conquista il titolo NCAA). Fra le sue innumerevoli attività ci sono anche quelle di scrittore, produttore, consulente sull'handicap, docente a corsi di motivazione e volontario negli ospedali.
Fra gli innumerevoli riconoscimenti alla sua grandezza che gli sono attribuiti, è da ricordare la Lettera Presidenziale di Merito per il servizio alla comunità per la sua opera dedicata ai soggetti disabili
Kirk non dimentica il paese che tanto l'ha amato durante la sua attività di atleta e periodicamente fa ritorno in Italia. Particolarmente commovente è il suo ritorno nel 1978 a Roma in occasione del Campionato Mondiale di Volley. Entrato con la sua sedia a rotelle sul campo da gioco prima della finale, riceve dal pubblico una "standing ovation" di 20 minuti, e il suo ex.compagno e allenatore Mario Mattioli gli mette addosso una maglia della nazionale italiana, a significare che è da considerarsi dei nostri a tutti gli effetti.
Ma il momento in cui si sublima tutta l'esistenza di Kirk Kilgour è l'11 febbraio del 2000, in Piazza San Pietro a Roma al Giubileo degli Ammalati, nel 2000. In quella occasione Kirk recita commuovendo il mondo la seguente preghiera che è un messaggio di speranza, una dimostrazione di umiltà, un inno alla vita e il suo più profondo testamento spirituale

Chiesi a Dio di essere forte
per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese:
Egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere perché gli uomini avessero bisogno di me:
Egli mi ha dato l'umiliazione perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita
perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore, fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!

Kirk Douglas Kilgour ci ha lasciati il.10 Luglio del 2002 a Denver, a 54 anni. Nell'ultimo anno le sue condizioni di salute sono progressivamente peggiorate a causa della lunghissima immobilità, fino quando il suo cuore ha cessato di battere per sempre.

Riflessioni sulla Vita

http://www.coloridellavita.com/riflessioni.cfm?tid=331

Siamo convinti che la nostra vita sarà migliore quando saremo sposati, quando avremo un primo figlio o un secondo.
Poi ci sentiamo frustrati perché i nostri figli sono troppo piccoli per questo o per quello e pensiamo che le cose andranno meglio quando saranno cresciuti.
In seguito siamo esasperati per il loro comportamento da adolescenti. Siamo convinti che saremo più felici quando avranno superato quest'età. Pensiamo di sentirci meglio quando il nostro partner avrà risolto i suoi problemi, quando cambieremo l'auto, quando faremo delle vacanze meravigliose, quando non saremo più costretti a lavorare.
Ma se non cominciamo una vita piena e felice ora, quando lo faremo?
Dovremo sempre affrontare delle difficoltà di qualsiasi genere.
Tanto vale accettare questa realtà e decidere d'essere felici, qualunque cosa accada.

Alfred Souza dice: "Per tanto tempo ha avuto la sensazione che la mia vita sarebbe presto cominciata, la vera vita!
Ma c'erano sempre ostacoli da superare strada facendo, qualcosa d'irrisolto, un affare che richiedeva ancora tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati.
In seguito la vita sarebbe cominciata.
Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la vita".

Questo modo di percepire le cose ci aiuta a capire che non c'é un mezzo per essere felici ma la felicita è il mezzo. Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita, e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita, e ricordate vi che il tempo non aspetta nessuno.
Allora smettete di aspettare di finire la scuola, di tornare a scuola, di vederli andare via di casa.
Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare.
Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova. Smettete di aspettare la primavera, l'estate, l'autunno o l'inverno.
Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c'è momento migliore per essere felici che il momento presente.
La felicità e le gioie della vita non sono delle mete ma un viaggio.

domenica 28 giugno 2009

Conoscersi, Accettarsi, Migliorarsi - Nuova Edizione


di Omar Falworth

Trovi difficoltà nei rapporti umani? Vorresti essere più sicuro di te? A volte ti assalgono sensi di colpa? Ti preoccupi troppo del giudizio degli altri? Non riesci a trovare la gioia di vivere? Omar Falworth ti offre gli stimoli e i consigli necessari per porre rimedio a tutto questo. La vita è un dono meraviglioso e bisogna viverla più felicemente possibile. E' la vita stessa che ci insegna a vivere, purtroppo impariamo quando è ormai troppo tardi per godercela a

Tutto quello che Dio ti dà è per il tuo bene

http://www.coloridellavita.com/racconti.cfm?tid=453

C'era una volta un re, che aveva scelto come suo consigliere personale un vecchio saggio, molto saggio, che tuttavia per i suoi detrattori aveva un grosso difetto: qualunque cosa succedesse, ripeteva : "tutto quello che Dio ti dà è per il tuo bene….., tutto quello che Dio ti dà è per il tuo bene… Il re sopportava comunque questo suo difetto, perché dai suoi consigli e dalla sua saggezza ricavava sempre grandi vantaggi; per questo motivo, non appena il sovrano usciva dalla reggia, il vecchio saggio seguiva il re ovunque andasse, ma proprio ovunque.
In un giorno di gran pioggia il re si recò dal barbiere, e terminate le operazioni di pulizia del volto, il ragazzo di bottega cominciò la manicure. Mentre stava occupandosi dell'anulare della mano sinistra, vi fu un gran tuono: il ragazzo ed il re sobbalzarono, e nel trambusto, zac, al sovrano venne tagliata la falangetta!!
Strepiti, urla di spavento e di dolore, e la rabbia del re si abbattè sul malcapitato garzone: "In prigione, disgraziato, hai mutilato il tuo re, marcirai in galera per il resto dei tuoi giorni"; ma il vecchio saggio, rimasto imperturbabile fino a quel momento, cominciò la sua litania: "tutto quello che Dio ti dà è per il tuo bene….., tutto quello che Dio ti dà è per il tuo bene…"; il re al colmo della rabbia sbottò: "Basta, mi hai proprio scocciato con queste stupidate, vecchio pazzo, mi stai prendendo in giro, mi hai sempre ingannato in tutti questi anni con queste idiozie, fila in prigione anche tu, così potrai blaterare le tue lagne fino alla fine dei tuoi giorni!!"
Il giorno dopo il re, per smaltire un pò di rabbia pensò di andare a caccia: ovviamente da solo, visto che il vecchio saggio, che fino al giorno prima era la sua ombra, stava languendo nelle segrete del castello…..Dopo aver un pò gironzolato nella giungla, venne catturato da una setta di adoratori della dea Kali, contentissimi per aver trovato una vittima da sacrificare per la notte del plenilunio.
Il re sbraitò, minacciò , pregò ma non ci fu nulla da fare: a quella gente non importava ne' il rango, ne' il blasone, per loro era semplicemente un uomo da uccidere sull'altare sacro: per cui lo vestirono con la sacra veste, lo cosparsero del sacro unguento, lo legarono sull'altare e mentre il capo stava per affondare nel suo cuore il coltello sacro, si accorse con orrore che alla vittima designata mancava un pezzettino di dito.
Voi sapete come, per essere sacrificato, un corpo deve essere perfettamente integro, pena grandi disgrazie per la comunità tutta, per cui i seguaci lo coprirono d'insulti e sputi e lo lasciarono nella giungla, seminudo e terrorizzato, ma vivo!
Ancora frastornato, il re si avviò verso il castello, e nel tragitto capì: come al solito il vecchio saggio aveva avuto ragione, grazie a quell'incidente dal barbiere, la sua vita era stata risparmiata.
Cosa importava un piccolo pezzetto di dito, se paragonato al rischio che aveva corso? Meglio vivo senza un dito che morto integro, dopotutto!
Arrivato al castello, andò subito alle prigioni, liberò il garzone e si recò dal vecchio saggio, che senza scomporsi meditava nella sua cella: entrò, lo abbracciò e gli disse: "Amico mio, perdonami, che cieco sono stato, mi han rapito i Thugs, mi stavano sacrificando, poi hanno visto che mi mancava un pezzo di dito, e mi hanno lasciato andare: avevi ragione tu, "tutto quello che Dio ti dà è per il tuo bene….., tutto quello che Dio ti dà è per il tuo bene…", perdonami, starai sempre al mio fianco, il mio regno ti appartiene….. Però, scusa un momento, ma per te, che ti ho sbattuto in prigione, umiliato e picchiato, dov'è il bene che Dio t'ha dato in tutto questo?"
Con serenità il vecchio guardò il suo sovrano e candidamente gli rispose: "Vede Maestà se lei non m'avesse messo in prigione, io l'avrei accompagnata a caccia, come sempre, ed a me non manca alcun pezzo di dito..."

mercoledì 24 giugno 2009

Il potere della mente positiva


http://www.coloridellavita.com/libri.cfm?lib=3
di Giorgio Cerquetti

Un metodo spirituale, semplice ed accessibile a tutti, per manifestare nella vita di tutti i giorni, lo straordinario potere della mente. Lo scopo di questo libro è elevare la vostra autostima aiutandovi a raggiungere e mantenere l'equilibrio psicosomatico, requisito fondamentale per vivere in modo pieno e soddisfacente. L'autore, pagina dopo pagina, insegna ad usare scientificamente la mente in modo positivo e naturale, a tal proposito suggerisce 50 affermazioni positive e terapeutiche, vibrazioni sonore formulate per risvegliare ed ottimizzare il nostro enorme potenziale umano. Siamo tutti pieni di risorse e buone qualità, purtroppo queste tendenze rimangono il più delle volte latenti ed inutilizzate nella mente subconscia. La ripetizione consapevole di affermazioni positive unita ad una respirazione consapevole risveglia ed alza l'autostima, facilita la guarigione fisica e mentale, rinforza la buona salute, accresce la creatività e crea e mantiene la pace interiore. Le meditazioni e le respirazioni di questa pratica si ispirano agli antichi insegnamenti vedici del Mantra Yoga. Giorgio Cerquetti. Spirito libero, filosofo e scrittore della Nuova Era da anni insegna, in Italia e in varie parti del mondo tecniche di autoguarigione e meditazioni tantriche finalizzate al risveglio consapevole dell'energia vitale. Secondo l'antica scienza spirituale dello yoga la mente ha tre funzioni principali: pensare-sentire-volere. I pensieri rappresentano il lato maschile della mente, le emozioni quello femminile e l'azione è la manifestazione concreta ed esterna delle attività mentali. Negli ultimi decenni la medicina occidentale ha scoperto che il cervello non è un unità ma è diviso in due emisferi separati con funzioni e caratteristiche diverse che non è sempre facile armonizzare. Questo libro fornisce delle conoscenze finalizzate al raggiungimento e mantenimento dell'equilibrio psicosomatico, requisito fondamentale per vivere in modo pieno e soddisfacente. L'emisfero sinistro, maschile, è quello freddo, logico che presiede alle elaborazioni scientifiche, alla tecnica, al linguaggio e vive razionalmente nel tempo lineare misurato da orologi e calendari. L'emisfero destro, che corrisponde al lato femminile dell'essere, è caldo, creativo, simbolico, analogico e favorisce la manifestazione artistica, la ricerca spirituale e tende a vivere emozionalmente in dimensioni svincolate dal tempo misurato in termini lineari convenzionali. L'emisfero sinistro è considerato la sede dei pensieri e quello destro delle emozioni; ogni azione è causata e condizionata dai pensieri e dalle emozioni ad essa riferiti, questo può avvenire a livello conscio o subconscio. Se i pensieri e le emozioni sono consapevolmente ben allineati sullo stesso obiettivo allora ogni azione sarà energeticamente carica, sostenuta e avrà un sicuro successo. Quando uno pensa una cosa e riesce anche a sentirla allora si dice che ha fede, che ci crede, è una persona sicura di sé, la sua autostima è buona. Un esempio che faccio spesso per illustrare questa connessione pensiero-emozione è quello del matrimonio. Molti dicono: penso che sia arrivato il momento di sposarmi ma proprio non me la sento. Altri invece commentano successivamente: mi sono sposato però ogni volta che ci penso mi sembra che non sia stata una buona scelta. In entrambi i casi l'azione darà risultati deboli, insoddisfacenti, non essendo stata sostenuta dal potere della mente nella sua interezza. Ogni azione per essere efficace ha bisogno di tutta l'energia della mente, composta dalla forza dinamica della parte logica-razionale e dalla potenza di piacere della parte emozionale. Dobbiamo imparare a vivere bene allineando con amore e consapevolezza: pensare-sentire-volere. Dopo anni di pratiche spirituali yoga e lunghe meditazioni sulle capacità terapeutiche dei mantra recitati in sanscrito, l'antica lingua indiana da cui hanno origine le lingue europee, ho capito la necessità di riadattare gli antichi insegnamenti dei Veda alla nostra normale vita quotidiana. Il sanscrito è una millenaria lingua spirituale molto potente ma il suono più penetrante ed efficace per la nostra mente subconscia è quello espresso nella lingua della nascita. Avendo maturato questa importante riflessione spirituale ho formulato una serie di affermazioni positive e terapeutiche da ripetere sia con il sostegno della forza della volontà e della razionalità, caratteristiche tipiche dell'emisfero sinistro, che con la grazia delle emozioni e il potere dell'intuizione che costituiscono la natura dell'emisfero destro. Molte delle frasi che propongo iniziano con l'affermazione "io voglio" che serve a stimolare il lato maschile della volontà, le stesse frasi vanno poi ripetute identiche con le nuove parole iniziali "io merito". Queste ultime due parole, io merito, sono liberatorie e rinforzano l'autostima, neutralizzano l'influenza nefasta del complesso di colpa e favoriscono l'accettazione della buona fortuna e della nostra naturale tendenza a godere la vita. Quello che vi propongo è un metodo pratico di cui ognuno si avvarrà a suo piacere, non vi sto presentando un dogma o un ideologia ma dei semplici strumenti per favorire la vostra crescita spirituale

Sito web Scheda da Macrolibrarsi
ISBN 88-88718-00-1
Editore Laris

Vita Oltre La Vita

http://www.coloridellavita.com/riflessioni.cfm?tid=283

Di Adriana Velardi, "Near-Death Experiences: prospettive di interpretazione", Associazione Klären, Bologna, 1999).

Il fenomeno denominato Near-Death Experiences (NDE) oppure Stato di Pre-Morte (SPM) o Esperienze di Pre-Morte (EPM), solitamente si verifica nei soggetti che dopo aver avuto un trauma fisico che avrebbe dovuto portarli alla morte (a causa di arresto cardiaco spontaneo, di un grave incidente, o durante un intervento chirurgico) sono sopravvissuti.

Moltissime di queste persone, in tali occasioni sono state dichiarate clinicamente morte, perchè oltre ad avere il battito cardiaco totalmente assente, non presentavano più alcuna attività cerebrale (EEG). Ciononostante, inspiegabilmente, dopo svariati minuti (a volte anche ore, vedi caso Rodonaia in "La pagina degli amputati), una volta tornati alla vita, riferiscono ai medici, agli infermieri, ai parenti e agli amici dei ricordi straordinari: mentre erano "clinicamente morti", avevano continuato ad avere la percezione visiva e sonora di quello che stava accadendo attorno a loro ed anche in luoghi molto distanti da quello in cui era stato collocato il corpo. Più precisamente, una volta "risvegliati", hanno descritto dettagliatamente quello che avevano fatto e detto i primi soccorritori e poi gli infermieri ed i medici, mentre tentavano di rianimarli, ed anche ciò che amici e parenti compivano, dicevano o pensavano, mentre si trovavano all’interno delle rispettive abitazioni o al lavoro.

Negli ultimi trentacinque anni, a livello mondiale, l’interesse per queste esperienze in ambito scientifico è stato sollevato da Raymond A. Moody (precedentemente altri studiosi se ne erano occupati - in particolare Frankl e Potzel - mostrando però maggiore interesse nei confronti dell’evento morte e non per l’esperienza premortale), egli è ritenuto il massimo divulgatore degli studi sulle NDE.

Moody fu il primo a raccogliere dati sulle NDE, rendendoli pubblici durante le sue conferenze e tramite i suoi libri; il primo libro, "La Vita Oltre La Vita", è ancora oggi un testo fondamentale per tutti coloro che si sono occupati e si interessano del fenomeno. In "La Vita Oltre La Vita" Moody lanciò una sfida a tutti gli studiosi di medicina, a cui chiedeva di impegnarsi maggiormente nelle ricerche concernenti le esperienze vissute in punto di morte (Raymond Moody, è nato in Georgia nel 1944; nel 1969 si è laureato in Filosofia e successivamente in Medicina e in Psichiatria. Ha insegnato per tre anni etica, logica e filosofia del linguaggio alla East Carolina University.

Ha anche insegnato Psicologia al Western Georgia State College di Carrollton, un istituto che ha un reparto di psicologia in cui si enfatizza lo studio del paranormale. Il Western Georgia State College, non ignora la terapia cognitiva, ma su volere del suo fondatore William Roll, sin dagli anni Sessanta organizza corsi sui fatti inspiegabili, tra essi vi sono corsi sull’astrologia, sulle esperienze di Pre-Morte, sui fantasmi, unitamente a quelli sull’ipnosi, sull’auto-ipnosi e sulla moderna psicoterapia sciamanica. Attualmente è titolare della Cattedra "Bigelow" per gli Studi sulla Coscienza di Las Vegas).

Da allora molti studiosi si sono cimentati in questa ricerca e, mentre i non addetti ai lavori erroneamente pensano che essa sia relegata al pensiero esoterico o occultista, in realtà la questione è dibattuta soprattutto in ambito accademico e le rare volte che sono state prese in esame tesi esoteriche, lo si è fatto per invalidarle. I più agguerriti contro le tesi esoteriche sono i parapsicologi che, pur ammettendo l’esistenza di fenomeni paranormali, sono impegnati a cercarne le cause scientifiche per poterli riprodurre in laboratorio, seguendo i canoni della scienza empirica.

FASI CARATTERISTICHE DEL FENOMENO NDE

Di seguito vengono descritti i vissuti (ovvero le esperienze soggettive, simili tra loro, dei soggetti che hanno sperimentato la NDE.) e che sono maggiormente tenuti in considerazione dai ricercatori di tutto il mondo che operano in ambito medico, farmacologico, psichiatrico, psicologico, psicofisiologico e parapsicologico.

Per alcuni studiosi la presenza di uno o più di tali elementi è sufficiente per determinare la NDE, mentre per altri sono valide le fasi evidenziate dal test elaborato da Bruce Greyson.

Sensazione della morte

Molte persone non realizzano immediatamente che l’esperienza che stanno vivendo ha a che fare con la morte. Raccontano d’essersi trovate a fluttuare al di sopra del loro corpo, d’averlo guardato a distanza e d’avere improvvisamente provato paura e/o imbarazzo. In questa situazione arrivano a non riconoscere come proprio il corpo che vedono dall’alto, spesso la grande paura iniziale cede il posto alla chiara consapevolezza di quanto sta accadendo. Mentre si trovano in questo stato, le persone sono in grado di comprendere quello che medici ed infermieri si comunicano, anche se non hanno alcuna cultura medica, ma quando tentano di parlare con essi o con altre persone presenti, si rendono conto che nessuno riesce a vederli né a sentirli. Allora cercano di attirare l’attenzione dei presenti toccandoli, ma quando lo fanno, le loro mani passano direttamente attraverso il corpo del medico o infermiera. Dopo avere tentato di comunicare con gli altri, generalmente provano un maggiore senso della loro identità, e a questo punto la paura si trasforma in beatitudine, ed anche in comprensione.

Senso di pace e assenza di dolore

Finché la persona resta nel suo corpo può vivere un’intensa sofferenza, ma quando lo abbandona sopravviene un grande senso di pace e di assenza del dolore.

Il tunnel

Questa esperienza solitamente subentra dopo che è stata sperimentata quella dell’abbandono del corpo (fisico). La persona si trova di fronte ad un tunnel, oppure davanti ad un portale e si sente spinta verso le tenebre. Dopo avere attraversato questo spazio buio, entra in una luce splendente. Alcune persone invece di entrare nel tunnel dicono d’essere salite lungo una scalinata. Altri hanno affermato d’avere visto delle bellissime porte dorate, che indicano il passaggio in un altro regno.

Alcuni soggetti hanno dichiarato che, nell’entrare nel tunnel, hanno sentito un sibilo o una specie di vibrazione elettrica oppure un ronzio. L’esperienza del tunnel non è una particolare scoperta degli attuali ricercatori, infatti già nel quindicesimo secolo, Hieronymus Bosch nel dipinto che ha per titolo "Visioni dell’aldilà: Il paradiso terrestre - L’Ascesa all’Empireo", descrive quello che solitamente racconta chi ha vissuto una NDE.

Gli Esseri di Luce

Una volta superato il tunnel, generalmente la persona riferisce d’avere incontrato degli "esseri" che brillano di una stupenda luce, che permea ogni cosa e riempie il soggetto d’amore. In questa dimensione, luce e amore sono la stessa cosa; la luce è descritta come molto più intensa di qualsiasi altra conosciuta in Terra, non è accecante ma è calda, stimolante, viva.

Oltre alla intensa luce, molte persone raccontano di avere incontrato amici o parenti (precedentemente deceduti) contraddistinti da corpi luminosi ed eterei; di avere visto bellissime scene pastorali e città fatte di luce la cui grandiosità è indescrivibile.

In questa situazione la comunicazione non si svolge come al solito a parole, ma "telepaticamente", è una comprensione immediata.

Il Supremo Essere di Luce

Dopo avere incontrato diversi esseri di luce, generalmente, la persona "clinicamente deceduta", incontra un essere che definisce il "Massimo Essere di Luce". Chi ha avuto un’educazione cristiana spesso lo identifica con Dio o Gesù; coloro che professano altre fedi lo chiamano Buddha o Allah. Gli atei riferiscono che non si tratta di Dio e neppure di Gesù, ma è un essere sacro. Tutte le persone dichiarano che si tratta di un essere che emana amore e comprensione assoluti. Quasi tutte le persone dicono di avere desiderato di restare per sempre con lui, desiderio che però non può essere soddisfatto e, solitamente, uno degli esseri di luce (parenti defunti ecc.) o il Massimo Essere di Luce, dopo che il soggetto ha riesaminato la sua intera vita, lo invita (o gli ordina) di rientrare nel suo corpo terreno.

Visione panoramica della vita

Quando ciò avviene non vi sono più contorni materiali, ma solo una visione panoramica a colori e a tre dimensioni, di ogni singola azione compiuta dal soggetto in stato di NDE, durante la vita. Solitamente questa situazione si verifica nella prospettiva di una terza persona, non si svolge nel tempo da noi conosciuto ma l’intera vita del soggetto è presente contemporaneamente. In questa condizione si rivedono le azioni buone e cattive compiute fino a quel momento, e si percepisce immediatamente l’effetto che esse hanno procurato sul prossimo. Durante tutto il tempo in cui il soggetto riesamina la sua vita, l’Essere di luce gli resta accanto, gli pone delle domande (ad esempio che cosa ha fatto di bene nella sua vita), l’aiuta a compiere la revisione e a sistemare (in prospettiva) tutti gli eventi della sua vita.

Le persone che hanno vissuto una NDE si convincono che la cosa più importante della vita è l’amore, seguito (per la maggior parte di loro) dalla Conoscenza. Mentre i sopravvissuti rivedono i momenti della loro esistenza in cui hanno imparato qualcosa, l’Essere di luce sottolinea che, oltre all’amore, una delle cose che si può portare con sé al momento della morte è la conoscenza. Generalmente quando la persona torna in vita, ha un gran desiderio di approfondire le sue conoscenze intellettuali, spesso diventa un avido lettore anche se, nel suo recente passato, non amava studiare, oppure si iscrive a corsi che gli permettono di approfondire argomenti da lui mai prima trattati.

Rapida ascesa al cielo

Non tutte le persone che hanno vissuto una NDE fanno l’esperienza del tunnel, alcune invece raccontano d’essersi sentite fluttuare, di essere salite rapidamente al cielo e di aver visto l’universo dalla stessa prospettiva dei satelliti e degli astronauti.

Riluttanza a tornare in vita

L’esperienza di Pre-Morte è talmente piacevole che molte persone non vorrebbero tornare indietro e, spesse volte, sono molto adirate con i medici che le hanno fatte ritornare. E’ però una reazione momentanea e, solitamente dopo una settimana (anche se rimpiangono lo stato di beatitudine vissuto durante la NDE), sono felici d’avere avuto l’opportunità di continuare a vivere. La maggior parte delle persone riferisce che, se avesse dovuto pensare solo a se stessa, sarebbe rimasta nell’altra dimensione. Tutti dichiarano che sono ritornati per amore dei loro bambini oppure per i genitori o i coniugi.

Differente percezione spazio - temporale

Tutte le persone che hanno sperimentato l’esperienza di Pre-Morte raccontano che in quella dimensione il tempo è notevolmente compresso e assolutamente diverso da quello segnato dagli orologi; spesso viene descritto come l’esperienza o il senso dell’eternità. Durante la NDE, generalmente i confini imposti dallo spazio nella vita quotidiana scompaiono. Infatti, se la persona (ritenuta da medici ed infermieri morta) vuole recarsi in uno specifico posto, può farlo semplicemente pensando di esservi.

Alcuni soggetti hanno riferito che, mentre si trovavano fuori dal corpo ed osservavano il lavoro svolto dai medici nella sala operatoria, se volevano vedere i loro parenti, era sufficiente che desiderassero spostarsi nella sala d’aspetto o raggiungere l’abitazione o il luogo in cui si trovavano.

http://www.mistic.it/casidelloltre/vita_oltre_la_vita.htm

lunedì 22 giugno 2009

La Coppia Illuminata

http://www.coloridellavita.com/libri.cfm?lib=1

Perché, nonostante tutti lo desiderano, è così difficile vivere una relazione di vero Amore, piena, appassionante, condivisa, appagante, fonte di Gioia reciproca e, soprattutto, longeva? Questo testo spiega sia perchè non ci si riesce sia cosa bisogna sapere e fare per poterci riuscire considerando anche aspetti, del tutto ignorati, mentali e "quantistici" (spiegati in modo estremamente semplice) delle relaziono di coppia che non vengono mai presi in considerazione. Le "normali" relazioni di coppia non sono di vero Amore: entrambi cercano in genere, più o meno esplicitamente, di imporre all'altro la propria visione della realtà. Entrambi si "caricano" reciprocamente di aspettative e cercano di prevedere e controllare il comportamento dell'altro affinché le soddisfi (cosa nella sostanza impossibile!). In questo testo l'autore descrive l'Amore consapevole come espressione di una vera "comunione di intenti", lo stesso principio che permette all'Universo di evolvere, in cui ogni elemento di se stessi, del partner e di tutte le persone "collegate" ad ognuno di essi hanno un valore ed una influenza : le parole, le azioni, ma anche i pensieri, le intenzioni, le aspettative, le paure e i desideri. Vengono descritte le dinamiche che intervengono (perlopiù inconsapevolmente) in ogni relazione affettiva, o potenziale tale, come l'entanglement: un fenomeno quantistico che coinvolge due o più individui e che si manifesta attraverso un condizionamento emotivo e del comportamento reciproco a distanza. Aspetti mentali (che l'autore definisce "devastanti")come il "modello neonato", applicato anche da molti adulti nelle proprie relazioni. La Coppia Illuminata è un nuovo modo di concepire qualsiasi relazione affettiva, spiega il perchè di molti "fallimenti" nei rapporti di coppia e introduce una sorprendentemente semplice tecnica autonoma per produrre un modello mentale, inizialmente puramente immaginativo, capace di preparare un individuo a pensare e vivere il "miracolo" di una relazione di coppia di Amore autentico, vissuta pienamente e nella Gioia : ciò a cui la natura dell'essere umano tende "spontaneamente"

Sito web Scheda da Macrolibrarsi
Numero di pagine 204
ISBN 888913755X
Editore Anima Edizioni
Prezzo 12,90 Euro

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